Tre libri dell'educatione christiana dei figliuoli/Libro III/Capitolo 29

Libro III - Capitolo 29

../Capitolo 28 ../Capitolo 30 IncludiIntestazione 31 agosto 2009 25% cristianesimo

Libro III - Capitolo 28 Libro III - Capitolo 30


[p. 142v modifica]

Della cura publica in condurre buoni maestri. Cap. XXIX.

Et poiche à i nostri tempi à pena vi rimane ombra di publica educatione, se non questa delle scuole, grandemente sono da commendare quei superiori, iquali adoprando l’autorità loro, et cercando con diligenza, et non perdonando à la spesa tengon molta cura d’haver huomini qualificati, et maestri tali, che come si è detto i figliuoli loro ne divengano non solo eruditi, ma costumati, et buoni. Si maraviglia uno antico, et nobile scrittore Greco, ben che infidele, che molte Città non si curino, che i padri allevino i figliuoli come loro piace, et non si prendano pensiero alcuno come possino diventar virtuosi, et nondimeno dall’altro lato commandino, che niuno rubbi, ne rapisca quel d’altri, che non percuota ingiustamente, ne commetta adulterio, che non sia disubidiente al magistrato, et molte altre cose tali, le quali se alcuno trasgredisce, hanno ordinato pene et castighi; non cosi dice quel saggio scrittore facevano le leggi de’ Persiani, anzi anticipavano, et provedevano da principio, che i Cittadini loro non diventassero tali, che amassero et eleggessero di fare cose male, et brutte. Et per tanto sotto la custodia di alcuni vecchi discreti, si come si è detto di sopra, et di huomini maturi, reggevano i fanciulli, et giovanetti che i Greci dicono Ephebi, et havevano alcune schole distinte, deputate per questo effetto, in una delle quali i fanciulli imparavano, come egli scrive la giustitia. Et qual modo tenessero circa di questo lo dirò più à basso, parlando con i medesimi maestri, ma per hora hò voluto dire, che se a i nostri tempi i gentil’huomini, et i Cittadini Antiani si sdegnano di ammaestrare essi stessi la gioventù, almeno procurino d’haver maestri, talmente conditionati, quali l’importanza della cosa richiede. Et perche i Vescovi sono i nostri padri secondo lo spirito, pastori delle pecorelle di Christo, et maestri principali della pietà, et religione, non dubito punto, che come zelanti, dell’honor di Dio, et dalla salute delle anime commesse alla fede et vigilanza loro, haveranno cura, che non manchino buoni maestri, massime per insegnar senza prezzo à i scolari poveri, si come il Concilio di Trento ordina, i quali maestri oltra la sufficienza della dottrina, principalmente siano di costumi [p. 143r modifica]integerrimi, et che sopra tutto siano veri Catholici, obedienti figliuoli della sede Apostolica, et del sommo Pastore, et Vicario di Christo et successor di san Pietro Principe de gli Apostoli, Pontefice Romano, et in somma non habbino macchia, ne pur sospitione alcuna di heresia. Il che hò voluto dire in questo luogo, non perche la sollecitudine de’ santi Vescovi, habbia bisogno de’ miei ricordi, ma perche siamo à tempi calamitosi, et pieni di insidie, et di occulti artificii per seminar le false dottrine, et perche tal volta i semplici padri di famiglia, non sanno discernere à bastanza questi gravissimi pericoli, la onde è necessario sopra modo che la providenza pastorale invigili per loro, acciò gli innocenti fanciulli, et giovani non siano devorati da’ lupi, che vengono in vestimento di agnelli, et di pecore, la qual diligenza, quanto parimente sia di mestieri ne gli studii generali, non è alcuno che non intenda.