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Trattato - Libro 2 - Capo 7

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CAPO VII.

Dei granai.

Ultimatamente circa alla prima parte principale che delle proprietà comuni considera, è da vedere ciò che si richiede al luogo conservativo dei frumenti che ne danno il pane, ovvero il cibo più necessario e più utile alla vita dell’uomo. Dove è da considerare che i frumenti nati in diversi terreni, ricercano diverse conserve: onde dico che se i frumenti fussero nati in luoghi bassi, o in piani, o in luoghi molto grassi, o veramente s’avessero a conservare in terra molto umida, allora i granai, o conserve loro, debbano esser volte in verso borea, e non potendo in verso borea, sieno in verso ponente per contemperare la loro superflua umidità e renderli durabili più che si può (1). Ma se il frumento fusse nato in luoghi montuosi, leggeri o magri, allora perchè per se medesimi sono generalmente assai durabili, se li vorremo conservare gran tempo, bisogna volgere la conserva loro medesimamente verso settentrione, perchè il vento borea è molto conservativo dalla putrefazione: ma bene è vero che molto li diminuisce e consuma, restringendoli a minor quantità per la grande sua siccità. Ma se i detti frumenti s’avessero a seminare, vendere ovvero mangiare in non molto lungo tempo, si debba volgere la sua conserva verso ponente o mezzogiorno: massime quando il luogo dove si avesse a edificare fusse di natura secco o frigido; e la ragione di questo per le cose innanzi dichiarate è manifesta. E così sia determinato delle parti comuni.

  1. Vitruvio (lib. VI, 9); il quale però dice che i granai debbano esser volti a tramontana o greco.