Trattato dell'imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli/Trattato 3/Capitolo 35

Giustificatione dell'auttore, & d'un ricordo à cavalieri necessario. Cap. 35.

../Capitolo 34 ../../Ferri per pie dinanzi IncludiIntestazione 13 febbraio 2012 100% Equitazione

Giustificatione dell'auttore, & d'un ricordo à cavalieri necessario. Cap. 35.
Trattato 3 - Capitolo 34 Ferri per pie dinanzi
[p. 136 modifica]

Giustificatione dell'auttore, & d'un raccordo à cavalieri molto necessario. Cap. XXXV.


PErche potria essere, che alcuno, che leggerà questa mia ultima parte del trattato, parerà forsi strano, che da me siano state alcune cose troppo minutamente detto, & alcune tacciute; alle quai cose rispondendo dico che l’uno è stato per far quelle più facile, & intellegibile al cavaliero, l’altro, perche son esse cose come dissi ancho nel secondo capitolo, che volendosi dar ben ad intendere, bisogna esser sul fatto, però ho giudicato più tosto esser meglio tacere che confusamente dirlo. Si ben mi par dire innanti che a questo trattato, & libro ponga fine che quel cavaliero che perfettamente si delettarà della virtu cavaleresca, ha primieramente da usare ogni studio per acquistare la benevolenza di quelli, che di essa saranno ben scienti, per poter essere, come bisogna, bene instrutti, & ammaestrati; & si de cavalcatori, come de morsari, & maniscalchi; l’amicitia de quali egli ha da fare ogni cosa per conservare. Non mancherà egli di leggere sempre pareri di diversi, cosi vecchi, come moderni, per farsi ben di questa virtu pratico, & sciente. Stia anco con l’occhio aperto all’altrui prove, & fatti; per vedere come riusciscono. Et ragionandosene apra l’orecchie, per intendere più opinioni, & pareri, facendo etiam spesse volte prove delle cose, non perdonando à fatica nè mentale, nè corporale. Et si procuri sempre di rasimigliarsi à quelli, che più all’honore a’ una cosa mirano, che al guadagno; i quali totalmente hanno il loro animo, à quella applicato, che sin dormendo si sognano d’essa. Non per altro io ho detto queste poche parole, salvo, che facendo l’huomo professione di una scienza, & massime di cavaleria, che di quella interamente dilettar si debbe, non sprezzando egli mai alcuno, che in ciò giovar li possa, anzi quello abbracciando; perche ogniuno sa, che non mai tanto s’impara, che basti. Et questo quanto più sciente sarà, maggiormente haverassi à tenere per amico; gloriandosi d’essere capitato alle mani d’un tale; perche fra gl’altri buoni effetti, che n’acquistarà da lui, sarà in breve senza longa servitù, & fatica bene ammaestrato. Et di più presentandosegli alcuna cosa inusitata, si come avviene a molti svegliati spiriti, potrà con l’aiuto d’un tale certificarsi del vero, perche l’incaminarà su’l diritto sentiero. La onde quando non s’havesse, sarebbe difficile a fare quella perfettamente riuscire. Si come il più delle volte occorre a quelli, che da se vogliono ciò fare, solo per prestare troppa fede a quel, che nella mente sua s’ha fabricato; al quale anchora, che paia spesso vedere una cosa per fatta nell’essequirla poi gli riesce incontrario. Però il parer mio è, che sia bene trattare il tutto con huomini intelligenti, & capaci. Nel fine di questo mio libretto son stato sforzato dire queste poche parole si per beneficio del cavaliero, come per il cordoglio, che io ho di veder questa si nobil arte di cavaleria essere tanto al basso posta, & tenuta in si poco prezzo, che mi pare potere senza menzogna dire, che secondo li meriti suoi, non è fatto più stima alcuna di lei, o ben poca.

PIU OLTRE SEGUITA GLI DISSEGNI DE FERRI.