Trattato dell'imbrigliare, atteggiare e ferrare cavalli/Trattato 3/Capitolo 30

Della cagione perche creppa il quarto, & il modo, che si dee osservare con esse. Cap. 30.

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Della cagione perche creppa il quarto, & il modo, che si dee osservare con esse. Cap. 30.
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Della cagione, perche creppa il quarto, & il modo, che si dee osservare con esse. Cap. XXX.


AViene in alcune unghie de cavalli quando hanno il tenerume d’ossa, & calcagnA non buone (si come suole essere in molti piedi ghiacciuoli, & vitrioli) non essendo ferrate come deono; ma che il ferro, che tengono gli prema sopra le calcagna, & le stringa, che dette unghie creppano; la quale creppatura viene dal mezo adietro, incominciando sopra la corona, tirando al basso, & questa cosi fatta è chiamata volgarmente quarto. Saper si dee ancho, che non li giova al cavallo, c’ha tal pie, ogni volta, che non ha il ferro, che li richiede, esserli dato superflua fatica, & similmente cavalcato per sassosi luoghi. Ma qualunque volta, che l’unghia è crepata di tal modo, nasca poi da qual si voglia cagione, dico, che bisogna per ogni modo porgere aiuto al piede, non però del medemo modo che usano alcuni, che gli adoperano quello istesso ferro à lunetta, che io ho detto essere buono per cavalli giovani, nel capitolo vigesimo secondo; perche si causarebbe, che essendo il cavallo cavalcato per luoghi sassosi, ò lastrosi, si verria à mangiare quella parte d’unghia, che è senza ferro. La onde poi il cavallo non si potria reggere in piede. Io non nego però, che cosi ferrato non giovi alla crepatura, anzi dico, che è segno manifesto per esso, che non essendovi quella parte che si leva di ferro, & che sia alla crepatura ristoro, che si viene à conoscere chiaramente che la causa di tal disordine nasce per le cause sopradette, & non per altro. Ma io voglio, che si giovi à tal crepatura senza danno dell’altre parti, facendo fare, che da quel lato dove è crepata l’unghia non vi sia ferro, acciò non venghi sopra la crepatura cosa, che li molesti; si ben voglio finisca ivi vicino, mantenendolo in quella confine un pocchetto più grossetto dell’ordinario. Si dee ancho separatamente aiutare quella crepatura à congiungere insieme con alcuna uncione. Et unita poi, che sarà, ò da sè, ò aiutata, ò vero, che fusse callata à basso, dico all’hora, che bisogna porgli ferro, che vi sia tutto, fatto poi di maniera tale quale ricerca la natura sua. Et per l’ordinario si dee avertir, sopra ogn’altra cosa, di far che non patiscano quelle parti dal mezo adietro, & maggiormente quando sono cosi deboli, come habbiam detto di sopra; perche essendo elle cosi sensitive come sono, vengono ad esser menate di niuna altra parte à patire incommodo. Quanto siano poi d’importantia ad essere ben trattate, dico, che governano tutto il corpo di maniera tale, che quando elle sono offese il cavallo val poco; perche vengono


[n.d.W.: per un errore editoriale, mancano nel testo la seconda parte del capitolo 30 e i capitoli dal 31 al 34]