Trattato d'Amore (Cavalcanti, 1941)/XLIV

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XLIII XLV
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XLIV

     Amore, i’ aggio vostro dire inteso,
del quale i’ ho conforto a me medesmo;
ché non mi par lo stato ora sí pesmo
4né lo servir, c’ho fatto, male ispeso,
udendo di che son da voi ripreso:
ché certamente nel mi’ core i’ esmo
che ’n ciò mi troverete sí acesmo
8ch’i’ non ne servirò di stare in peso;

     ma d’esser, como dite, tosto e breve
in parte di dover merito averne,
11se ’n tal maniera mi dovete darlo.
Perdon richero a voi s’oltraggio parlo,
ché volontá in me qui si discerne
14non pur dicendo; ma la metto in breve.