Traduzioni e riduzioni/Dall'Iliade/La diana d'Achille

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Dall'Iliade - La vendemmia Dall'Iliade - I ricordi
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la diana d’achille

L’alba vestita di croco dall’Oceanine correnti
per arrecare la luce a immortali e mortali sorgeva:
lungo la spiaggia del mare n’andava il divino Pelide
terribilmente ululando, ed accorrere fece i guerrieri.
Quelli puranco che prima restavano in mezzo alle navi,
i timonieri che a bordo tenevano in mano la barra,
i dispensieri che a bordo partire solevano il cibo,
all’adunata quel giorno venivano anch’essi, che Achille
era comparso, e da tempo mancava alla trista battaglia.
Ecco che due zoppicando venivano, servi di Marte
il Tideïde piè-fermo-in-battaglia e il divino Odisseo,
puntellati sull’asta, che avevano gravi ferite:
questi arrivati sederono in mezzo, ne’ primi sedili.
L’ultimo a giungere fu Agamennone, Capo di genti.