Traduzioni e riduzioni/Dall'Iliade/I messi

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Dall'Iliade - Bivacco d'eroi Dall'Iliade - L'imbandigione
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i messi

     Ivano i due per il lido del molto ondissono mare
molto pregando lo Scuoti-la-terra che regge la terra,
che lor si desse piegare il grande animo irato d’Achille.
Vennero dove i Mirmidoni avean le capanne e le navi:
gioia e’ davasi al cuore sonando la tinnula cetra
bella, ben lavorata, con sopravi il giogo d’argento.
Di tra la preda la tolse quand’egli ebbe Tebe distrutta;
davane all’animo gioia cantando le glorie de’ forti.
Patroclo solo rimpetto di lui si sedeva in silenzio,
ed aspettava l’eroe, quand’avesse finito il suo canto.
Vennero avanti coloro, e fu primo il divino Odisseo:
stettero in faccia di lui: sbalzò su attonito Achille
con nelle mani la cetra, dal seggio ov’era seduto.
Patroclo pure cosi, come vide quegli uomini sorse.
E per la mano li prese e lor disse il piè-celere Achille:
“Gioia con voi: siete amici, per certo: per certo è ben giusto;
che i più amici, per quanto io sia guasto, mi siete tra tutti„.