Differenze tra le versioni di "Discussioni Wikisource:Cosa mettere su Wikisource"

(leviamo anche questo, va là...)
 
Grazie mille, allora da oggi ci mettiamo al lavoro.A presto--[[User:Liceo Ginnasio Rosmini|Liceo Ginnasio Rosmini]] ([[User talk:Liceo Ginnasio Rosmini|disc.]]) 08:27, 11 mag 2010 (CEST)
 
== Don Renzo Pampalon Cancelliere del Gran priorato Melitense Cavalieri di Malta: IL DIRITTO DELLA PERSONA UMANA ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA ==
 
'''DIGNITATIS HUMANAE
IL DIRITTO DELLA PERSONA UMANA
E DELLE COMUNITÀ ALLA LIBERTÀ SOCIALE
E CIVILE IN MATERIA DI RELIGIONE
 
Nell'età contemporanea gli esseri umani divengono sempre più consapevoli della
propria dignità di persone e cresce il numero di coloro che esigono d’agire di loro
iniziativa, esercitando la propria responsabile libertà, mossi dalla coscienza del
dovere e non pressati da misure coercitive. Parimenti, gli stessi esseri umani
postulano una giuridica delimitazione del potere delle autorità pubbliche, affinché
non siano troppo circoscritti i confini alla onesta libertà, tanto delle singole persone,
quanto delle associazioni. Questa esigenza di libertà nella convivenza umana riguarda
soprattutto i valori dello spirito, e in primo luogo il libero esercizio della religione
nella società. Considerando diligentemente tali aspirazioni, e proponendosi di
dichiarare quanto e come siano conformi alla verità e alla giustizia, il Priorato Melitense del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta, essendo un Cavalierato Ecumenico, accetta nelle proprie file, ogni essere umano che creda in Dio (qualunque nome essi diano al loro Supremo o Dio).
Il Priorato Melitense dell’Ordine Sovrano di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta professa che Dio stesso ha fatto conoscere al genere umano la via attraverso la quale gli uomini, servendolo, possono trovare salvezza e pervenire alla beatitudine. Tutti gli esseri umani sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che concerne il proprio credo, e sono tenuti ad aderire alla verità man mano che la conoscono e a rimanervi fedeli.
Il Priorato Melitense del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta, professa che questi doveri attingono e vincolano la coscienza degli uomini, e che la verità non si impone che per la forza della verità stessa, la quale si diffonde nelle menti in modo soave.
E poiché la libertà religiosa, che gli esseri umani esigono nell'adempiere il dovere di onorare Iddio, riguarda l'immunità dalla coercizione nella società civile, ed essa deve lasciare intatto il dovere morale dei singoli e delle società verso la loro religione, o credo (in qualsiasi modo lo si voglia chiamare).
Inoltre il Priorato Melitense del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta, trattando questa libertà religiosa, si propone di sviluppare ed ampliare il diritto inviolabile della persona all'ordinamento giuridico della società.
 
ASPETTI GENERALI DELLA LIBERTÀ RELIGIOSA
Oggetto e fondamento della libertà religiosa
Il Priorato Melitense del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri di Malta, dichiara che ogni persona ha il diritto alla libertà religiosa.
Il contenuto di una tale libertà è che gli esseri umani devono essere immuni
dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia
potere umano, così ché in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la sua
coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa:
privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata.
Inoltre dichiara che il diritto alla libertà religiosa si fonda realmente sulla stessa dignità dell’essere umano.
Questo diritto dell’essere umano alla libertà religiosa deve essere riconosciuto e
sancito come diritto civile nell'ordinamento giuridico d’ogni Stato.
A motivo della loro dignità, tutti gli esseri umani, in quanto sono persone, dotate
di ragione e di libera volontà, e dunque investiti di personale responsabilità, sono spinti dalla loro stessa natura a cercare la verità.
E sono pure tenuti ad aderire alla verità.
Una volta conosciuta la loro verità normalmente dovrebbero essere tenuti ad ordinare tutta la loro vita secondo le sue esigenze.
Ad un tale obbligo, però, gli esseri umani non sono in grado di soddisfare, in modo rispondente alla loro natura, se non godono della libertà psicologica e nello stesso tempo dell'immunità dalla coercizione esterna.
Il diritto alla libertà religiosa non si fonda quindi su una disposizione soggettiva della persona, ma sulla sua stessa natura.
 
Libertà religiosa e rapporto dell'uomo con Dio
L'uomo coglie e riconosce gli imperativi della legge divina attraverso la sua
coscienza. Non si deve quindi costringerlo ad agire contro la sua coscienza. E
non si deve neppure impedirgli di agire in conformità ad essa, soprattutto in campo
religioso. Infatti l'esercizio della religione, per sua stessa natura, consiste anzitutto in
atti interni, volontari e liberi, con i quali l'essere umano si dirige verso il proprio Dio: e tale scelta (qualsiasi essa sia) non può essere condannata o proibita da nessuna autorità meramente umana.
Quindi le autorità civili, il cui fine proprio è di attuare il bene comune temporale, deve rispettare e favorire la vita religiosa dei cittadini.
 
La libertà dei gruppi religiosi
La libertà religiosa che compete alle singole persone, compete ovviamente ad esse
anche quando agiscono in forma comunitaria. I gruppi religiosi, infatti, sono postulati
dalla natura sociale tanto degli esseri umani, quanto della stessa religione.
A tali gruppi, pertanto, posto che le giuste esigenze dell'ordine pubblico non siano
violate, deve essere riconosciuto il diritto di essere immuni da ogni misura coercitiva
nel reggersi secondo norme proprie, nel prestare alla suprema divinità il culto
pubblico, nell'aiutare i propri membri ad esercitare la vita religiosa, nel sostenerli con
il proprio insegnamento e nel promuovere quelle istituzioni nelle quali i loro membri
cooperino gli uni con gli altri ad informare la vita secondo i principi della propria
religione.
Parimenti ai gruppi religiosi compete il diritto di non essere impediti con leggi o con
atti amministrativi del potere civile di scegliere, educare, nominare e trasferire i
propri ministri, di comunicare con le autorità e con le comunità religiose che vivono
in altre regioni della terra, di costruire edifici religiosi, di acquistare e di godere di
beni adeguati. I gruppi religiosi hanno anche il diritto di non essere impediti di
insegnare e di testimoniare pubblicamente la propria fede, a voce e per scritto.
Inoltre la libertà religiosa comporta pure che i gruppi religiosi non siano
impediti di manifestare liberamente la virtù singolare della propria dottrina
nell'ordinare la società e nel vivificare ogni umana attività. Infine, il carattere
sociale della natura umana e della stessa religione si fonda il diritto in virtù del quale
gli esseri umani, mossi dalla propria convinzione religiosa, possano liberamente
riunirsi e dar vita ad associazioni educative, culturali, caritative e sociali.'''
Utente anonimo