Differenze tra le versioni di "Rime (Stampa)/Rime d'amore/CLXXVI"

m
Conversione proofread via bot
m (Bot: aggiustamento parametri)
m (Conversione proofread via bot)
 
</div></onlyinclude><!-- a qui -->{{Qualità|avz=75%|data=22 settembre 2009|arg=Poesie}}{{IncludiIntestazione|sottotitolo=[[Rime (Stampa)/Rime d'amore|Rime d'amore]]<br/><br/>CLXXVI|prec=../CLXXV|succ=../CLXXVII}}
 
<pages index="Stampa, Gaspara – Rime, 1913 – BEIC 1929252.djvu" include="102" onlysection="CLXXVI" />
<poem>
Se voi vedete a mille chiari segni
che tanto ho cara, e non più, questa vita,
quant’è con voi, quant’è da voi gradita,
ultimo fin de tutti i miei disegni,
a che pur con nov’arte e novi ingegni
darmi qualche novella aspra ferita,
tramando or questa, or quella dipartita,
quasi ogni pace mia da voi si sdegni?
Se volete ch’io mora, un colpo solo
m’uccida, sì ch’omai si ponga fine
ai dispiacervi, al vivere ed al duolo;
perché così sta sempre sul confine
di morte l’alma, e mai non prende il volo,
pensando pur a voi, luci divine.
</poem>
41 997

contributi