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{{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}} nel vol. IV, prima ediz., pag. 348, nota 7<sup>a</sup> e 8<sup>a</sup> indica come battute in Siria tutte quelle monete di Gallieno che recano all’esergo {{Sc|c vi pp, vii c, p xv, spqr}} oppure un ramo, e quelle inoltre che hanno nel rovescio due figure stanti.
 
{{AutoreCitato|Henry Cohen|Cohen}} nel vol. IV, prima ediz., pag. 348, nota 7<sup>a</sup> e 8<sup>a</sup> indica come battute in Siria tutte quelle monete di Gallieno che recano all’esergo {{Sc|c vi pp, vii c, p xv, spqr}} oppure un ramo, e quelle inoltre che hanno nel rovescio due figure stanti.
   
Queste ultime monete appartengono generalmente a quella stessa zecca siriaca che più tardi cadde in potere di Macriano e di Quieto, e ci provano, a motivo delle lettere {{Sc|c p lic}} ohe vi si riscontrano nella leggenda del diritto, che in quella zecca si lavorò soltanto durante il regno comune di Gallieno e di Valeriano; esse non cadono quindi nella cerchia del presente studio.
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Queste ultime monete appartengono generalmente a quella stessa zecca siriaca che più tardi cadde in potere di Macriano e di Quieto, e ci provano, a motivo delle lettere {{Sc|c p lic}} che vi si riscontrano nella leggenda del diritto, che in quella zecca si lavorò soltanto durante il regno comune di Gallieno e di Valeriano; esse non cadono quindi nella cerchia del presente studio.
   
 
Le monete di quest’imperatore, che recano all’esergo {{Sc|c vi pp, vii c, p xv}}<ref>Qui il sig. Lépaulle incorre in un grave errore, perchè chiama sigle monetarie queste leggende abbreviate, le quali non sono altro che date di regno. Cosi pure può esser fonte di errori il citare queste date, non come stanno veramente sulle monete, ma soltanto sommariamente chiamandole ''marques'', come fa il sig. Lépaulle per il {{Sc|vi c}} ed il {{Sc|xv p}}.</ref>, {{Sc|spqr}} oppure un ramo, hanno sempre, intorno alla testa del sovrano, la semplice leggenda {{Sc|gallienvs avg}}; esse non furono quindi coniate che allorché egli era rimasto solo ed unico dominatore; gli è soltanto di queste monete che noi vogliamo occuparci.
 
Le monete di quest’imperatore, che recano all’esergo {{Sc|c vi pp, vii c, p xv}}<ref>Qui il sig. Lépaulle incorre in un grave errore, perchè chiama sigle monetarie queste leggende abbreviate, le quali non sono altro che date di regno. Cosi pure può esser fonte di errori il citare queste date, non come stanno veramente sulle monete, ma soltanto sommariamente chiamandole ''marques'', come fa il sig. Lépaulle per il {{Sc|vi c}} ed il {{Sc|xv p}}.</ref>, {{Sc|spqr}} oppure un ramo, hanno sempre, intorno alla testa del sovrano, la semplice leggenda {{Sc|gallienvs avg}}; esse non furono quindi coniate che allorché egli era rimasto solo ed unico dominatore; gli è soltanto di queste monete che noi vogliamo occuparci.