Lettera a Filippo Tommaso Marinetti (22 febbraio 1909): differenze tra le versioni

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(Nuova pagina: {{opera |NomeCognome=Mario Rapisardi |TitoloOpera=Lettera a Filippo Tommaso Marinetti |NomePaginaOpera=Lettera a Filippo Tommaso Marinetti |AnnoPubblicazione=22 febbraio 1909 |TitoloSe...)
 
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L'obbligo del poeta non è di fondar nuove scuole o di aggregarsi alle antiche : egli ha soltanto il dovere di esprirnere sè stesso e di rappresentare la realtà come egli la vede e la sente, con tutta sincerità, col calore e il calore dell'anima sua ; l'opera d'arte è individuale, non sociale: il capolavoro esce da un cuore e da un intelletto solo, non da una società in accomandita.
 
Il Poeta è la voce, la scuola è l' eco ; il Poeta è il genio, il precursore, l'apostolo, e spesso anche il martire di una Idea di bellezza e di verità : la scuola è la setta , la chie-suolachiesuola combriccola.
 
Il poeta, che si occupi di scuole futuriste, presentiste e passatiste che siano, rinnega sè stesso, indossa la guarnacca di critico e di maestro di poesia : la critica sta all'arte come la teologia alle religione , come la chimica alla natura.
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