Signor senza pietanza, udit'ho dire

Pucciandone Martelli

Guido Zaccagnini/Amos Parducci XIII secolo Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento Signor senza pietanza, udit’ho dire Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

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III

Si lagna che madonna lo faccia tanto soffrire.

Signor senza pietanza, udit’ho dire,
deve tosto fallire
e vana divenir sua signoria.
Senza pietà, mia donna, siete e sire.
5Penser’ho di partire
me’ cor e mente da tale follia;
che solo v’ingegnate me schernire,
tempestar e languire
e tormentar mi faite nott’e dia.
10Talor mostranza faitemi ’n servire,
ma non potè granire,
si come fior che vento lo disvia.
L’albor e ’l vento siete veramente,
che faite ’l fior, potetelo granare,
15poi faitelo fallare
e vana divenir la mia speranza.
Deo vi lassi trovar miglior servente
e me signor che faccia meritare,
che tropp’è greve amare
20lo mio, se per servir ho malenanza.