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Signor, tempra l'affanno, e al ciglio augusto

Giulio Bussi

S Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Signor, tempra l'affanno, e al ciglio augusto Intestazione 12 settembre 2017 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Giulio Bussi


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II1


Signor, tempra l’affanno, e al ciglio augusto
     Rendi il sereno, onde gioisca il mondo:
     Grav’è l’incarco, è ver, ma al grave pondo
     Chi di se men confida è più robusto.
5Sgridar potriasi il tuo timor d’ingiusto
     Dal tuo gran cor d’ogni virtù fecondo;
     Ma, s’ei tace modesto, odi facondo
     Dirti il Cielo: Io ti scelsi, ed io son giusto.
E ben mirasti a i primi albor del regno
     10Scintillare improvisa Iri di pace,
     Di fortunato impero e dono, e pegno.
Deh, mio Signor, perdona al labbro audace:
     Della Chiesa di Dio farti sostegno
     Se il Ciel vuol, s’a Noi giova, a Te dispiace!

Note

  1. A Clemente XI. afflitto per l’assunzione ad pontificato.