460. Vago pensier, tu spieghi ardito il volo

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460. Vago pensier, tu spieghi ardito il volo
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460.


7.


Vago pensier, tu spieghi ardito il volo
     E non pur lasci addietro il mare e ’l monte,
     Ma per la strada onde correa Fetonte
     4Passi talor da l’uno a l’altro polo,
E sovra ascendi: io non m’inalzo a volo,
     Ma le mie voglie, mal per me sí pronte,
     Acqueto a pena in quella bianca fronte
     8E a que’ bei lumi onde il mio cibo involo;
E, se m’è tolto, indarno avvien ch’io speri
     Riposo ed esca; or tu conforta almeno
     11L’alma che langue abbandonata a torto.
Che giova ricercar l’occaso e l’orto?
     Pon la tua meta in que’ begli occhi alteri
     14E in un bel volto piú del ciel sereno.