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Rime varie

CCLXV

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CCLXV

Per un guerriero, ucciso ad una festa.

     Il gran terror de le nimiche squadre,
che sotto il piú felice imperadore
frenò si spesso il tedesco furore,
fatto ribelle a la sua santa madre,
     come hai potuto tu, celeste Padre,
veder degli anni suoi nel piú bel fiore,
fra donne imbelli, empia mercé d’Amore,
cader per man servili, indegne et adre?
     Marte il suo bellicoso orrido carme
cangi in sospiri omai, e con lui chiuda
sotterra i suoi trofei, l’insegne e l’arme;
     o d’esse almen la bella amica ignuda,
Venere sua, come piú degna, n’arme,
poi ch’ella è piú di lui sanguigna e cruda.