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Rime d'amore

LXXXIX

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LXXXIX

Ma alla libertá ella preferisce la sua servitú amorosa.

     Ma che, sciocca, dich’io? perché vaneggio?
perché sí fuggo questo chiaro inganno?
perché sgravarmi da sí util danno,
pronta ne’ danni miei, ad Amor chieggio?
     Come, fuor di me stessa, non m’aveggio
che quante ebber mai gioie, e quante avranno,
quante fûr donne mai, quante saranno,
co’ miei chiari martír passo e pareggio?
     Ché l’arder per cagion alta e gentile
ogni aspra vita fa dolce e beata
piú che gioir per cosa abietta e vile.
     Ed io ringrazio Amor, che destinata
m’abbia a tal foco, che da Battro a Tile
spero anche un giorno andar chiara e lodata.