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Rime d'amore

LXXXI

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LXXXI

«Egli in Francia si sta colmo d’oblio».

     Questo aspro conte, un cor d’orsa e di tigre,
che ’n cosí vago e mansueto aspetto
per forza di valor e d’intelletto
a la strada di gloria par che migre,
     non so per qual cagion guasti e denigre,
col mancarmi di fé, sí degno effetto,
e l’ali di sua fama col difetto
d’infedeltà renda restive e pigre.
     Almen gli foss’io presso, onde potessi
dimostrargli il suo fallo e ’l dolor mio,
sí che fido e pietoso lo facessi!
     Ma i’ son qui, lassa, colma di desio,
e i miei lamenti a l’aure son commessi:
egli in Francia si sta colmo d’oblio.