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Rime d'amore

IX

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IX

Ella un di sarà libera; egli, tardi, pentito.

     S’avien ch’un giorno Amor a me mi renda,
e mi ritolga a questo empio signore;
di che paventa, e non vorrebbe, il core,
tal gioia del penar suo par che prenda;
     voi chiamerete invan la mia stupenda
fede, e l’immenso e smisurato amore,
di vostra crudeltá, di vostro errore
tardi pentito, ove non è chi intenda.
     Ed io, cantando la mia libertade,
da cosí duri lacci e crudi sciolta,
passerò lieta a la futura etade.
     E, se giusto pregar in ciel s’ascolta,
vedrò forse anco in man di crudeltade
la vita vostra a mia vendetta involta.