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Rime d'amore

CVIII

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CVIII

Ella si gode la presenza dell’amante.

     Poi che m’ha reso Amor le vive stelle,
che mi guidano al ciel per dritta via,
e ne le molte mie gravi tempeste
m’hanno mai sempre ricondotta in porto
di questo chiaro e fortunato mare,
ch’indarno turban le procelle e i venti;

     udite, benigne aure, amici venti;
e voi, occhi del cielo, ardenti stelle,
mentre qui sovra questo altero mare,
da la mia lunga e faticosa via,
la mercede d’Amor, tornata in porto,
lodo di lui gli strazi e le tempeste.