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Rime d'amore

CLXXIV

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CLXXIV

Tempeste dell’animo.

     Una inaudita e nova crudeltate,
un esser al fuggir pronto e leggiero,
un andar troppo di sue lodi altero,
un tôrre ad altri la sua liberiate,
     un vedermi penar senza pietate,
un aver sempre a’ miei danni il pensiero,
un rider di mia morte quando pèro,
un aver voglie ognor fredde e gelate,
     un eterno timor di lontananza,
un verno eterno senza primavera,
un non dar già mai cibo a la speranza
     m’han fatto divenir una Chimera,
uno abisso confuso, un mar, ch’avanza
d’onde e tempeste una marina vera.