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VII.

Dall’Arena — Verona, 23 Maggio.

CARDUCCI E RAPISARDI

Il divo Giosuè Carducci poeta illustre ed ora anche tribuno emerito della plebe dimostrante bolognese, ci invia la lettera seguente:

Bologna li 21 Maggio 1881.

Signor Direttore dell’Arena

Ella nel numero di giovedì ultimo (19 corr.) del pregiato suo giornale inserì uno scritto del sig. Rapisardi contro di me. Ella non conosceva di certo la proposta e la risposta mia; e non dubito punto che Ella o riprodurrà o darà in riassunto la risposta mia alla prosa del sig. Rapisardi, risposta che Le faccio mandare.

La riverisco e La ringrazio.

Giosuè Carducci.

Abbiamo pubblicata la letterina di Mario Rapisardi, riproducendola dalla Gazzetta di Bergamo.

Prima d’ora non avevamo trovato tempo di [p. 39 modifica]leggere la risposta di Giosuè Carducci, pubblicata nel Don Chisciotte del 15 maggio. È troppo lunga perchè noi possiamo pubblicarla, e, in sostanza, il cantore di Satana dice — con l’aspro linguaggio il quale gli è nelle polemiche abituale – che, se Rapisardi lo disprezza, egli disprezza Rapisardi; anzi lo disprezzava anche prima.

Giosuè Carducci scaraventa una filza d’improperii e di parolaccie all’indirizzo di Mario Rapisardi.

La gente vaga di leggerle si faccia venire il Don Chisciotte. Quanto a noi, abbiamo ben altro da fare che prender parte alle querele degli infiammati seguaci d’Apollo!

Ci permettiamo soltanto di dar loro un consiglio: usino nelle polemiche con meno... olimpiche forme e serbino gli apollinei fulmini per questioni più utili di quelle in cui sono immischiate le loro... divine persone.