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Quand'io credea, che in me gli ardori intensi

Andrea Maidalchini

Q Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Quand’io credea, che in me gli ardori intensi Intestazione 23 aprile 2018 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Andrea Maidalchini


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I


Quando io credea, che in me gli ardori intensi
     Fossero estinti, e ne gioiva il cuore,
     Venne furtivo il pargoletto Amore,
     E riaccese nel seno incendi immensi.
5E acciò saggia Ragion mai più non pensi
     Ad ammorzare il ravvivato ardore,
     L’empio in guardia vi pose il suo furore
     In compagnìa de’ contumaci sensi:
E se Morte talori vuol darmi aita,
     10Tosto porge il crudel breve ristoro,
     Che dà vigore all’alma egra e smarrita.
Così scherza il fnciul col mio martoro,
     Che sol per suo piacer mi serba in vita,
     Sicch’io vivo morendo, e pur non moro.