Produrre sapere in rete in modo cooperativo - il caso Wikipedia/Parte II/Conoscenza enciclopedica libera in rete - Prospettiva sociosimbolica

Parte Seconda - Le dinamiche auto-organizzate di
produzione di sapere in Wikipedia


Conoscenza enciclopedica libera in rete - Prospettiva sociosimbolica

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Parte II - Conoscenza enciclopedica libera in rete - Prospettiva sociale Conclusioni

Dopo aver affrontato la dimensione sociale all’interno del progetto di Wikipedia e dopo aver quindi analizzato la diverse pratiche sociali che contraddistinguono la comunità dei Wikipediani, è necessario ora focalizzare l’attenzione su alcuni meccanismi che coinvolgono direttamente l’identità dei soggetti che fanno parte ed anzi costituiscono tale comunità.

In un percorso che si snoda in tre tappe, vedremo anzitutto la figura del Wikipediano “da vicino”, differenziandola da quella del lettore e dell’utente non registrato.

Nel paragrafo successivo, ci si concentrerà sul “troll”, uno dei più grossi motivi di disordine all’interno dell’enciclopedia.

Infine si tratterà la questione della gerarchia in Wikipedia, fissando soprattutto l’occhio sui vari ruoli assumibili e le rispettive caratteristiche: propriamente si tratta di un aspetto squisitamente sociostrutturale, ma nel caso dei Wikipediani, ciascun ruolo è associato ad un preciso, peculiare e largamente condiviso sistema simbolico di status, costruito principalmente su fama e carisma, che costituisce anche un forte incentivo all’impegno.

Per tale motivo ce ne si occupa in questa sede: il sistema di ruoli riflette l’ethos della comunità, l’orizzonte sociosimbolico condiviso che la tiene unita, la motiva alla cooperazione e finisce anche per riverberare sulle identità dei suoi membri.

Il lavoro si chiuderà su una riflessione che metta in relazione e faccia comunicare tra loro i nodi teorici e la ricerca empirica.

Il Wikipediano: la reputazione tra pari

Il Wikipediano è la figura centrale all’interno della enciclopedia.

Egli si differenzia dal semplice lettore per una componente, si potrebbe dire, attivista. Mentre chi consulta l’enciclopedia la sfrutta solamente per i suoi fini e per ciò che è il progetto in sé, a livello strumentale, il Wikipediano collabora non solo alla compilazione, ma anche al mantenimento dell’intera struttura, attraverso il compimento di una piccola parte di lavoro, che si ritaglia in base ai propri interessi e competenze.

Il Wikipediano si distingue però anche dal soggetto definibile come “utente non registrato” o anonimo. Questi collabora saltuariamente a Wikipedia, spesso accade che lo faccia una volta, la prima, soltanto.

Forse per mancanza di interesse nell’apprendere le linee guida del funzionamento dell’enciclopedia o per l’approccio superficiale che gli mostra Wikipedia come uno dei tanti siti presenti in rete, l’anonimo non procede alla registrazione.

Il Wikipediano è quindi colui che decide di far corrispondere il proprio indirizzo IP1 a un determinato nickname (la registrazione, per l’appunto).

«[Essere Wikipediano] significa partecipare al progetto, pensando strettamente all’enciclopedia2».

Non solo. La registrazione presuppone che ogni azione che venga svolta su Wikipedia da parte dell’utente registrato sia riconoscibile, nel momento in cui si sia loggato3.

Ogni Wikipediano è caratterizzato da questo aspetto: l’esser riconoscibili comporta che vi sia la possibilità di compiere gesti, azioni e più in generale assumere atteggiamenti che siano per l’appunto collegabili a un nickname. Chi decide di prodigarsi per l’enciclopedia e di lavorare parecchio all’interno di essa, mediante il riconoscimento, potrà suscitare il meccanismo della reputazione tra pari, di cui si è parlato a proposito della comunità hacker.

«Io dico una parola e tutti la leggono… su 30.000 pagine di Wiki, la 27esima pagina più letta è la mia pagina di discussione… quindi io sono abituata che tutti leggano ciò che dico e che abbia peso ciò che dico4».

Questo comporta che, ad esempio, ci sia una sorta di stabilità e fiducia tra i Wikipediani più attivi. Ci si confronta, si discute, ma difficilmente si dubita della correttezza di ciò che viene scritto o fatto nell’enciclopedia.

«tengo d’occhio le modifiche fatte da utenti non registrati che sono più a rischio di atti vandalici o violazione del copyright5».

Ma cosa spinge un soggetto a dedicare tanto tempo a un progetto di questo tipo?

Le motivazioni riscontrate sono di vario genere: c’è chi dice che è un buon modo per spendere il proprio tempo, altri che affermano di divertirsi nell’apprendere e nel far parte di una forma di “volontariato avanzato”:

«[Wikipedia] diventerà uno strumento potentissimo, di sviluppo anche. Credo che non sia secondario anche l’aspetto del volontariato… inteso come... una volta avevo letto una frase bellissima… forse di Gino Strada… che la maniera migliore per aiutare paesi in via di sviluppo non è portargli denaro, ma è portargli sapere… non portare il pesce, ma insegnargli come pescarlo e conservarlo6».

A molti piace condividere il sapere e il fatto di produrlo li stimola al confronto con altri:

«Mi piace l’idea di mettere a disposizione di tutti una fonte di conoscenza… non è necessario che stiamo qui a discutere sull’importanza della conoscenza e di quanto più lo sia tanto più è accessibile… per cui c’è un aspetto del tipo "miglioriamo il mondo"! Poi qualcosa di più personale: in particolare sono interessato alla chimica e mi piacerebbe che fosse più conosciuta e apprezzata, che fosse capita per quello che è7».

L’aspetto più interessante però è quello che fa riferimento al meccanismo della gratificazione e all’accrescimento del proprio ego, anche questo un concetto ripreso dai fondamenti dell’etica hacker.

«A un livello ancora più personale, mi piace l’idea che sul web ci siano articoli scritti da me, è vanità, mi piace che possano essere migliorati. È bello curare un progetto comune, la collaborazione è forse una delle motivazioni principali e questa è una cosa che si ritrova in numerosissimi altri ambiti: quando si inizia a curare qualcosa ci si affeziona sempre più e dunque si innesca un meccanismo autocatalitico, un interesse crescente, perché consideri il progetto sempre più tuo. “Tuo" in questo caso non deve essere inteso come possesso… poi ci sono altri motivi legati alle relazioni con gli altri utenti: le affinità con alcuni possono rendere piacevole la collaborazione8».

Wikipedia, nel momento in cui viene considerata come parte della propria vita a tutti gli effetti, può anche essere considerata “un lavoro”:

«In alcuni casi ci si sente anche in dovere, dunque non sempre si tratta di una collaborazione spontanea… insomma se su un utente è riposta la fiducia degli altri, ci si aspetterà che questo intervenga, partecipi, etc. Se ci sono discussioni su questioni nodali, mi viene in mente per esempio il caso che abbiamo sotto mano, quello delle categorie, poiché comporterà diverse conseguenze e si tratta quindi di una questione importante, gli utenti non possono fare finta di niente… quello che intendo è che se si prospettano cambiamenti e questi stanno prendendo una piega che non piace a un utente, seppur non interessato particolarmente alla questione sarebbe indotto a parteciparvi9».

Anche in questo caso però, nella maggior parte dei casi è un lavoro che si basa sulla visione del medesimo da un punto di vista hacker:

«Di Wikipedia ti innamori o no… non ti costa fatica… non ci dormi la notte, però non lo patisci, non lo soffri, è la priorità… come quando ho presentato Jimbo a Genova… ho detto come si fa a parlare di una persona che ti ha regalato un sogno che non sapevi di avere? Wikipedia è fare qualcosa e farlo come piace a me, collaborando, dove per certi versi vai avanti davvero in maniera meritocratica… è autosoddisfacente… tu non ti puoi aspettare niente da Wikipedia, come feedback, ma in realtà poi scopri che ci son dietro un sacco di cose, nei termini più disparati…dal tuo articolo in prima pagina allo svegliarti e dire: caspita ho un sacco di nuovi amici… molti non son più solo Wikipediani, sono amici… profonda sintonia… ti capiscono per una cazzata che hai scritto su una pagina10».

Come si è letto, il fenomeno della reputazione, dal momento in cui si innesca, si auto-alimenta. Di fatto si entra in una sorta di “circolo virtuoso” per cui è impossibile non sapere “come va su Wikipedia”, “chi ha detto cosa”, “quale modifica è stata apportata a quell’articolo” e così via.

Si finisce a far rientrare ogni sfera della propria vita in Wikipedia, tanto da non cosiderarsi mai “fuori” da essa anche quando a livello fisico lo si è.

«Con gli amici “fuori” ultimamente ne parlo molto, perché ha molti impatti sulla mia vita…11».

Le identità si fissano dunque: non in senso di staticità e di chiusura al rinnovamento (spesso anzi la conoscenza sempre più approfondita riserva molte sorprese), ma piuttosto nei termini del riconoscimento.

L’assunzione di un’identità definibile e rintracciabile comporta un riconfiguramento sia degli orizzonti sociali interni alla comunità, sia della prospettiva sociosimbolica che accompagna la definizione personale della propria identità.

Il troll

Il troll è, nel gergo dei Wikipediani, colui che commette il cosiddetto un atto vandalico, ovvero un’azione intenzionale volta a rovinare il contenuto dell’enciclopedia.

«[I troll sono] vandali. Quello che ti mette dentro 18 violazioni di copyright in un minuto, 24 parolacce, su un articolo esistente…è un lavoro incredibile… devi leggertelo e vedere cos’ha modificato… trovare parolacce o magari virgole modificate che scombinano il senso… devi riguardarlo, eventualmente chiedere a chi l’ha scritto, qualcuno che è competente in quel ramo…12».

Il più comune gesto di questo tipo consiste nell’introduzione di insulti, bestemmie e così via all’interno di un articolo.

Spesso anche viene cancellato l’intero pezzo o, ancora peggio, vengono apportate piccole modifiche, difficilmente rintracciabili, come il cambiamento della punteggiatura o di qualche lettera nel testo in modo da stravolgere completamente il significato.

Il più delle volte si trova sotto forma di “scherzo” con poche righe in stile tutt’altro che enciclopedico:

«[Alla voce “razza ariana” si è trovato scritto:] Hitler credeva che la razza ariana fosse la migliore, che la loro razza fosse pura. Probabilmente perseguitò gli Ebrei per via del padre, o della madre, ebrei che gli hanno “fatto un torto”. Gli ariani di solito hanno i capelli biondi, mentre se vedi Hitler aveva i capelli neri, per cui si capisce che non può essere ariano, o almeno di razza ariana pura come diceva lui13».

O ancora si sono registrati casi di “prese in giro”, come questa nella quale un utente qualunque ha inserito la propria data di nascita nell’elenco di quelle dei personaggi celebri:

  • 1976 - UnionJackson, co-fondatore MJPortal
  • 1977 - Seann William Scott, attore
  • 1984 - Gareth Gates, cantante britannico14

La situazione riguardo questo fenomeno è variata notevolmente nell’arco di tempo in cui la sottoscritta ha seguito Wikipedia. In principio15 vi era una ridottissima affluenza di atti vandalici dovuta per lo più alla scarsa celebrità dell’enciclopedia. Nell’osservare tale pratica allora si registravano impressioni poco preoccupate e sicure di arginare il problema senza eccessivo sforzo:

«Fino a quando il vandalismo si manifesterà come è accaduto finora non ci sono problemi a contenerlo, è possibile in realtà che vi sia in giro qualche articolo vandalizzato sfuggito al controllo, ma non appena qualcuno dovesse capitarci per caso lo sistemerebbe16».

Ultimamente però, a seguito di eventi come quello che ha visto Wikipedia protagonista a Genova, l’enciclopedia è stata parecchio pubblicizzata. Molti giornali, online e non, se ne sono occupati e questo senza dubbio ha condotto a un ingente numero di affluenze.

Se, da un lato, questo può esser considerato un fenomeno positivo per l’aumento dei contributi e degli utenti in grado di far crescere Wikipedia, dall’altro vi è stata una vera e propria invasione di troll:

«Se il Wikipediano scrive aumentano gli articoli, l’enciclopedia acquisisce visibilità, arriva più gente. È un equilibrio dinamico… non stabile… ci sono diverse situazioni di equilibrio, ma tanti momenti di disequilibrio… ben identificati… per un flusso infinito di nuove persone, una fila di troll che commettono una serie di atti vandalici…17».

Il troll impone dunque un momento di collaborazione e cooperatività tra i Wikipediani, che si uniscono per risolvere il problema che questo ha creato. Inoltre la figura del troll consente indirettamente di definire con una certa precisione i membri più attivi nell’enciclopedia. Chiunque infatti può eliminare un atto vandalico, cancellando il contenuto errato o fuori luogo. E sicuramente chi più frequenta Wikipedia, o meglio con la maggiore regolarità, ha modo di riscontrarli tempestivamente.

L’atto vandalico e la conseguente azione che si scatena su di esso influenzano un’ulteriore differenziazione che verrà sviluppata nel prossimo paragrafo: quella tra amministratore e semplice Wikipediano.

L’assunzione di ruolo: la gerarchia in Wikipedia

Come è già stato detto, Wikipedia non è una struttura definibile pienamente democratica. È in vigore una vera e propria gerarchia, che fa direttamente riferimento alla corrispondente dell’enciclopedia in lingua inglese.

Jimbo
|
Developers
|
Stewards
|||
Bureaucrats
|||
Sysops
|||
Registered users
|||
Unregistered users

La gerarchia riprende i ruoli presenti in Wikipedia. Il fondatore, Jimbo Wales, a capo di tutto. Seguono i developers o sviluppatori, che sono coloro che si preoccupano di portare avanti il software e la sua manutenzione. Per questo motivo si trovano, per grado, appena sotto il fondatore. Sono coloro ai quali si deve la creazione di MediaWiki.

Con la categoria degli “stewards” ha inizio la comunità, si tratta di una sorta di “creatore” di amministratori e burocrati. È colui che dà il diritto d’accesso agli utenti, o meglio è colui che dà agli amministratori e ai burocrati i diritti di “supervisione” e può, eventualmente in caso di abuso, privarli degli stessi.

Seguono i burocrati (bureaucrats) e gli amministratori (sysops): i primi sono degli amministratori che possono creare amministratori, in sostanza si occupano di dare istruzioni in merito al ruolo stesso.

Gli amministratori cancellano le pagine e bloccano gli utenti anonimi. Teoricamente non hanno alcun altro potere.

«Gli amministratori sono dei Wikipediani che hanno i privilegi di sysop, ma non hanno nessuna speciale autorità, e sono uguali a tutti gli altri in termini di responsabilità editoriali18».

È curioso però notare come invece il “sentire” comune e il gioco della reputazione gli attribuisce un particolare peso nella comunità.

A livello normativo però non hanno alcun diritto in più per quanto riguarda l’aspetto editoriale.

Quindi vengono, nell’ordine gerarchico, i Wikipediani (o registered users) e infine gli anonimi (unregistered users).

A parte vi è poi una categoria speciale, quella dei bot, dei programmi che automatizzano determinate procedure e collegano gli articoli. Sono ovviamente puro software, ma è interessante vedere come venga utilizzata una terminologia, a loro riguardo, che richiama l’elemento umano:

«Bisogna attendere che passi il bot…19».

L’assunzione di un ruolo è direttamente collegata alla reputazione. Al di là della candidatura che, come si è visto, per ora procede secondo un criterio quantitativo, la scalata gerarchica avviene per vie esclusivamente meritocratiche.

«Possiamo cancellare una voce e bloccare gli anonimi… gli utenti ancora non sappiamo come si fa… ma credo che dovremo impararlo purtroppo… il giorno che si registra il pazzo che fa i cavoli suoi... ci ha provato Maxis… poi grazie al cielo, gli ho mandato una mail, ho messo il contatto sul Messenger, ci ho parlato, e lo tengo a bada. Funziona così… c’è andata bene, siamo sempre riusciti a parlarci e fermarli… il famoso Thuner… se n’è andato per disperazione… ci ha visto tutti compatti e se n’è andato […]. Ci son diversi modi per essere amministratori… devi saper pensare… non è vero che non devi essere impulsivo… s’è candidato Koge, che è un impulsivo… e io l’ho pure votato… e gli ho anche detto che secondo me doveva candidarsi. All’epoca ne parlavo con Ludok e io ero scettica, però adesso ho cambiato idea… perché è un irruente e all’epoca non aveva preso le misure a Wikipedia. Deve esserci una discreta presenza su Wikipedia, una disponibilità a parlare con la gente…se sei amministratore viene e ti parla, la consapevolezza che le tue parole hanno un peso diverso da quelle degli altri, anche se sulla carta non è scritto così20».

Inoltre, il numero comunque ridotto di persone comporta dei casi di sovrapposizione di ruoli:

«Sono stata il primo amministratore dopo che Gianfranco è sparito, sono donna, sono l’unico burocrate, sono l’addetto stampa, sono la fondatrice e la moderatrice della mailing list… è un circolo virtuoso, una cosa tira l’altra… ho iniziato a fare perché avevo voglia, poi mi ci sono trovata in mezzo… c’erano cose che non faceva nessuno e allora le ho fatte io […]. [Al ruolo di burocrate] mi ha candidato Huzo… io non mi tiro indietro, se lo fanno in maniera meritocratica, non ha senso… in maniera qualitativa non ti devi tirare indietro, se ti senti adatto… anzi, ringrazi per la bella opportunità e fiducia21».

Proprio perché fondamentalmente l’assunzione di ruolo è una procedura “formale” di ciò che già è risaputo all’interno della comunità (ovvero che costui sia adatto, meritevole, ecc.), il momento della votazione non riserva spesso nulla di sorprendente o inaspettato. Chi solitamente non intende assumersi responsabilità si ritira dalla candidatura prima ancora di entrare in votazione.

È dunque scontato che, pur con alcune eccezioni che però son da ritenersi trascurabili22, la votazione sarà per lo più già nota ancor prima di esser conclusa.


Note

  1. Codice indicativo in cifre che appare come indicativo dell’utente nel momento in cui non si procede a registrazione.
  2. Ludok, 26, maschio, intervista in RL
  3. Operazione che consente di utilizzare la registrazione per apparire online con il nickname.
  4. July, 28, femmina, intervista in RL
  5. Walxe, 35, maschio, estratto dalla talk della pagina utente di chi scrive.
  6. Sarpo, 57, maschio, intervista in RL
  7. Ludok, 26, maschio, intervista via Microsoft Messenger
  8. Ludok, 26, maschio, intervista via Microsoft Messenger
  9. Ludok, 26, maschio, intervista via Microsoft Messenger
  10. July, 28, femmina, intervista in RL
  11. July, 28, femmina, intervista in RL
  12. July, 28, femmina, intervista in RL
  13. Atto vandalico datato 26 maggio 2004, ore 19.35
  14. Estratto dalla pagina sul “12 luglio”, poi revisionata.
  15. Ci si riferisce ai mesi di gennaio e febbraio 2004
  16. Ludok, 26, maschio, intervista via Microsoft Messenger
  17. July, 28, femmina, intervista in RL
  18. Estratto dalla pagina [1]
  19. Koge, 57, maschio, raduno
  20. July, 28, femmina, intervista in RL
  21. July, 28, femmina, intervista in RL
  22. Individui riottosi e per lo più in astio col candidato che trovano il modo per far “valere” il proprio parere di questo