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(4465) pensieri 397

συγγραφεῖς poeti e scrittori, cioè prosatori, passim, e in Laerzio, VI, 30; συγγραφὴ per istoria, narrazione, opera o composizione istorica, ap. Pausania (μέγα οὐδὲν ὲς συγγραφὴν παρεχομένη - πόλις -) e specialmente Arriano (Alexand., praef. 5, συγγραφὴ: I, 12, 7; IV, 10, 2; V, 4, 4; V, 6, 12; VI, 16, 7; VII, 30, 7. Indica, 19, 8. ζυγγραφὴ). Καταλογάδην prosa oratione, prosaice. Plutarco, Καὶ τῶν ὲμμέτρων ποιημάτων, καὶ τῶν καταλογάδην συγγραμμάτων: Isocr. nell’esord. o προοίμιον dell’ad Nicocl. (Scapula, Tusano, Budeo: i quali non citano Arriano; e il solo Tusano Ammonio, ad altro oggetto, e non riporta le parole) (19 febbraio 1829).


*    Alla p. 4440 (la quale, del resto, è anch’essa d’imaginazione, come ho detto altrove, ec). (19 febbraio 1829).


*    φόρτος-φορτίον.


*    Tardivo (ital). - tardío (spagnuolo).


*    Segnalato, señalado, signalé, per degno di essere segnalato, cioè notato: notevole.


*    Alla p. 4460. In the epitaph of L. Cornelius Scipio Barbatus, Lucanaa - The doubling the vowel belongs to the Oscan and old Latin: in the Julian inscription of Bovillae we find leege. Niebuhr, sezione intitolata The Sabines and Sabellians, nota 248, p. 72-3 (24 febbraio 1829).


*    Alla p. 4442. Verano spagnuolo non è altro che vernum: verno per verno tempore o vere è assai frequente anche nel buon latino (Forcellini). Secondo l’Amati, nel Giornale Arcadico, tom. XXXIX, 3° del 1828, p. 240, l’appellazione di Preivernum o Privernum (oggi Piperno, antica città de’ Volsci), tiensi per gli uomini piú istruiti di fabbrica latina; da Preimum, o