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(1615-1616-1617) pensieri 267

affermare o negar nulla intorno alle qualità di ciò che neppur concepite e quasi non sapete se sia possibile? Tutto è dunque un romanzo arbitrario della vostra fantasia, che può figurarsi un essere come vuole. Vedi un altro mio pensiero in tal proposito (2 settembre 1821). (1616)


*   Niente preesiste alle cose. Né forme o idee, né necessità né ragione di essere, e di essere cosí o cosí ec. ec. Tutto è posteriore all’esistenza (3 settembre 1821).


*   Intorno a quello che ho detto altrove, che, tolte le idee innate, è tolto Iddio, tolta ogni verità ogni buono ogni cattivo assoluto, tolta ogni disuguaglianza di perfezione ec. tra gli Esseri, e necessario il sistema ch’io chiamo dell’Ottimismo, vedi un bel passo di S. Agostino che, ammettendo le idee innate, riconosce questa verità ch’io dico, presso Dutens, Par.1. cap. 2. §.30 (3 settembre 1821).


*   Infatti noi non abbiamo altra ragione di credere assolutamente vero quello ch’é tale per noi e che a noi par tale, di credere assolutamente buono o cattivo quello ch’é tale per noi, ed in quest’ordine di cose; se non il credere che le nostre idee abbiano una ragione, un fondamento, un tipo fuori dello stesso ordine di cose, universale, eterno, immutabile, indipendente da ogni cosa di fatto, che sieno impresse nella mente nostra per essenza tanto loro quanto di essa mente e della natura intera delle cose, che sieno soprannaturali, cioè  (1617) indipendenti da questa tal natura qual ella è e dal modo in cui le cose sono, e che per conseguenza le dette idee e le nozioni della ragione non potessero esser diverse in qualsivoglia altra natura di cose, purché l’intelletto fosse stato ugualmente in grado di concepirle. Fuori di questo, e tolto questo, non