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(236-237-238) pensieri 333

beaucoup à la différence des manières nationales; et celles de la femme françoise la plus amie du naturel doivent porter avec elle ce qu’un Anglois dans le premier moment jugera une teinte d’affectation, jusqu’à ce que l’expérience en fasse mieux juger (9 settembre 1820). (237)


*   Anche l’affettazione è relativa, e la tal cosa parrà affettazione in un paese e in un altro no, in una lingua e in un’altra no, o maggiore in questa e minore in quella, dipendendo dalle abitudini, opinioni ec. L’espressione del sentimentale conveniente in Francia sarà affettata per noi, quella conveniente per noi sarebbe parsa affettazione agli antichi. La grazia francese affettata per noi non lo sarà per loro. Tuttavia è certo che la naturalezza ha un non so che di determinato e di comune e che si fa conoscere e gustare da chicchessia, ma, com’ella si conosce quando si trova, cosí le assuefazioni ec. impediscono spessissimo di essere choqués della sua mancanza, e di avvedercene. Vedi p. 201, fine.


*   La semplicità dev’esser tale che lo scrittore, o chiunque l’adopra in qualsivoglia caso, non si accorga o mostri di non accorgersi di esser semplice e molto meno di esser pregevole per questo capo. Egli dev’esser come inconsapevole non solo di tutte le altre bellezze dello scrivere, ma della stessa semplicità. Homme d’une simplicité rare, dice La Harpe di La Fontaine (Éloge de La Fontaine), qui sans doute ne pouvait pas ignorer son génie, mais ne l’appréciait pas, et qui même, s’il pouvait être témoin des honneurs qu’on lui rend aujourd’hui, serait étonné de sa gloire, et aurait besoin qu’on lui révélât le secret de son mérite. La stessa cosa (238) in molto maggior grado si può dire degli scritti di Senofonte, e caratterizzarne la semplicità (10 settembre 1820).