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92 pensieri (13-14)

sione usitata sia piú robusta piú vera piú energica, e nondimeno l’esser ella usitata le tolga la forza e la snervi; e il poeta sostituendo in suo luogo un’altra espressione men robusta, forse anche men propria ma nuova, otterrà un buon effetto sulla fantasia del lettore, ci sveglierà quell’immagine che l’altra espressione non avrebbe potuto eccitare; e la sua frase sarà veramente piú efficace, non per se stessa, ma per la circostanza dell’esser nuova.


*    Nelle poesie del Monti (specialmente nelle Cantiche) sono osservabili la  (14) bellezza, novità, efficacia delle immagini, particolarmente sublimi, ma anche di ogni altro genere, la mollezza e dirò cosí sveltezza, agilità, disinvoltura nell’espressione; la gran felicità nell’esprimere cose e immagini difficilissime, la disinvolta e spedita nobiltà dello stile, e quella data colla scelta e collocamento delle parole, o coll’una o l’altra separatamente, a cose e immagini per se stesse ignobili o quasi; la sublimità e grandezza delle immaginazioni fantastiche; la grazia e forza del dipingere; la facilità e felicità di certe rime disparatissime, come di qualche nome proprio, lontanissimo dell’argomento, condottovi con mirabile franchezza e disinvoltura (nella qual facilità ebbe il Monti gran precursore, oltre a Dante, il Menzini nelle satire); l’efficacia di molte espressioni acquistata colla novità ec. ec.; le quali cose tutte fanno uno stile suo proprio, elegante (la quale eleganza, la qual nobiltà ecc. è anche molto spesso acquistata con acconce parole latine destrissimamente, disinvoltamente, e morbidamente insinuate nella composizione), efficace, nobile, proprio, e un genere di poesia che si può dire originale, avendo molte tinte che non si vedono in quello di Dante sempre piú feroce, e quanto allo stile, di raro cosí molle e pieghevole e armonioso e disinvolto e grazioso e anche delicato ec. ec., la sicurezza e franchezza del tocco sia