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defessi d’Alessandria. Nel 1804 an. XIII, membro dell’accademia Celtica di Parigi1. Nel 1813 alli 31 luglio onorario socio dell’Archiologia in Roma, e noi fortunati, che trovandoci in quella città presiedente nella corte d’Apello, abbiamo contribuito nel fare ascrivere l’amico Durandi per nostro collega in quella insigne Accademia.

Fu Durandi l’Amico non invido di Metastasio, del Paciaudi, di Denina, e questi nell’estendere le sue auree rivoluzioni d’Italia, soleva prender consiglio dal nostro dotto Vercellese, il quale ci attestò più volte che il negare a Denina il merito di aver lui estesa l’accennata storia, che cotanto

l’onora2, era effetto della più maligna

  1. Ben conosceva il nostro Letterato la lingua francese, e sino dall’anno 1777 scrisse con purezza le conclusioni, di cui alla pag. 30.
  2. Noi fummo già di tale opinione nel piccolo libretto col titolo: Necrologie de’ tre Piemontesi illustri Bodoni, Denina, e Lagrangia, recitate in Roma dal cavaliere De-Gregory vercellese, socio delle accademie romane d’archiologia, elenica, agraria, ec. 1814.