Pagina:Tragedie di Sofocle (Romagnoli) III.djvu/18

138-161 ELETTRA 15

tua, preso fu, trafitto
con la malvagia mano? Oh, se m’è lecito
dirlo, muoia chi fu reo del delitto.
elettra
Per consolarmi dei miei dolori
veniste, o figlie d’eroi magnanimi,
lo so, lo intendo, non son dimentica.
Ma non per questo posso desistere
che l’infelice padre io non plori.
O voi che d’ogni grazia remunerate l’amicizia mia,
vi supplico, lasciatemi
a questa mia follia.
coro

Antistrofe I
Della palude Stigia
che tutti accoglie, con le preci e i gemiti
il padre tuo far non potrai risorgere.
Ma tu varchi ogni limite,
tu trascorri ad un mal che non ha farmaco,
e nei lai ti consumi.
Né modo v’ha che del tuo mal ti liberi,
quando tu l’impossibile presumi.
elettra
Stolto è quel figlio che il suo parente
miseramente morto dimentica.
Ma col mio cuore l’augello è cònsono
di Giove araldo4, trepido, flebile,
ch’Iti, Iti geme perennemente.