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quero guerrieri che si uccisero a vicenda, rimanendone superstiti cinque soli, detti Sparti, ossia seminati, dai quali si vantavano di discendere i Tebani; cfr. p. 267, v. 16 e p. 281, vv. 29-30.

Pag. 257, v.22. - O germe d’Io: cfr. p. 229, II. 6-7 n.

Pag. 274. v. 12. - Eumolpo, figlio di Nettuno, re dei Traci, portò guerra ad Eretteo, re degli Ateniesi (Cecropidi). Questi ottenne la vittoria col sacrificio del figlio.

Pag. 283, v. 5. - Echidna, mostro infernale, madre di Cerbero, dell’idra di Lerna, ecc.

Pag. 289, vv. 16-17. - Le Potniadi.... puledre, le cavalle che infuriate lacerarono in Potnia, nella Beozia, Glauco.

Pag. 304, v. 22. - La tromba è detta tirrena, perché se ne favoleggiarono inventori i Tirreni.

Pag. 320, v. 16. - Sarò nuova Danaide, ucciderò, cioè, nella prima notte di matrimonio il mio sposo, come già uccisero il loro le cinquanta figlie di Danao.

Pag. 325, v. 2. - L’equestre Nume è Nettuno, perché a lui erano sacri i cavalli.

Pag. 327. vv. 18-19. - L’alpestre inaccesso recinto delle Menadi è il monte Citerone, sacro a Bacco.

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