Pagina:Storia di torino v2 cibrario 1846.djvu/415


capo sesto 411

i Detti de’ Savii, gli Statuti di Vercelli, le Nuove guerre di Francia, un astrolabio, armi ed arnesi di Turchia, e due tavolette (tabliers) lavorate d’avorio bianco e nero a personaggi; un libro di scacchi; un gioco di carte; una carta geografica dell’Italia; un altro gioco di carte fatto a personaggi; trentanove colovrine d’ottone a manico di legno, ed un paniere di pallottoline di piombo per le medesime; una nave d’argento su quattro ruote, dono del comune di Oneri, e divisata dell’armi del principe e del comune; una coppa d’oro data dal commendatore di Sant’Antonio di Ranverso; un reliquiario d’argento in forma di chiesa colle reliquie della vera Croce, e di San Sebastiano; una croce d’argento doralo appiè della quale stavano i quattro Evangelisti. Noterò infine due armature di testa: ung arnoys de teste appele bav (bahut) guernito d’argento, ornato di rose e bottoni e di tortelles, divisa del signor di Milano, e due cappucci di cuoio.5

Ho voluto notare questi particolari, perchè meglio che le descrizioni moderne rendono ragione dello stato d’una casa principesca a quei tempi. Abitarono tempo a tempo quel castello quando venivano a Torino i duchi di Savoia fino a Carlo iii inclusivamente.

Vi stette in agosto del 1474 la duchessa Violante di Francia vedova del beato Amedeo ix, venuta da Vercelli a Torino ond’esser presente alla elezione