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72 storia


Il 3 di marzo, con editto di monsignor Morichini pro-tesoriere generale, venne portato a 93 baiocchi il valore della pezza da 5 franchi, ed a scudi 3 e baiocchi 72 il pezzo d’oro da 20 franchi chiamato Napoleone, quantunque portasse oltre quella di Napoleone I la effigie di Luigi XVIII, di Carlo X, di Luigi Filippo, di Carlo Alberto1 e via dicendo.

Nel passare in rassegna i fatti del settembre 1847 raccontammo come in seguito della dimostrazione del 7 venissero sottoposti a criminal processo gl’inquisiti principe di Canino, Bartolommeo Galletti e Matteo Macbean per avervi preso parte. Ora diremo che nel detto giorno 3 marzo vennero assoluti dal tribunale della Consulta2.

Si ebbe un primo sentore, ma vagò ed incerto il giorno 4 della rivoluzione accaduta in Parigi il 24 di febbraio. Bastò questo però perchè nella sera, dandosi nel teatro di Apollo il ballo intitolato Federico Barbarossa, l’accoglienza che ricevette il protagonista del ballo fosse qual doveva essere in un momento in cui le menti eran rivolte al discacciamento degli Austriaci dal suolo italiano. Il frastuono, le grida e i fischi assordarono l’aria, ed intanto in segno di unione e di fratellanza, vennero intrecciandosi i fazzoletti fra palco e palco, fra platea e palco scenico e la Pallade che ne parlò terminava la sua relazione coll’annunziare che l’oscurantismo era morto di apoplessia3.

Ma perchè gli eventi strepitosi di Parigi avevano incominciato a commovere sia per letizia, sia per dolorer gli animi, secondo i sentimenti individuali, consacreremo il capitolo seguente alla narrazione di ciò che in merito alle cause di un tanto avvenimento ed alle sue conseguenze si rende necessario di conoscere o di venire rammentando ai nostri lettori.



  1. Vedi la Gazzetta di Roma del 3 marzo 1848.
  2. Vedi la Speranza del 4 marzo seconda pagina.
  3. Vedi il supplemento alla Pallade del 6 marzo.