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Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/466


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prannaturali, un naturalismo aiutato potentemente dal culto de’ classici e dal progresso dell’intelligenza e della coltura. Onde venne quella tranquillità ideale della fisonomia, quello studio del reale e del plastico, quella finitezza dei contorni, quel sentimento idillico della natura e dell’uomo, che diè nuova vita alle arti dello spazio, e che senti ne’ ritratti dell’Alberti, nelle Stanze, nel Furioso e fino negli scherzi del Berni. Questo era il lato positivo del materialismo italiano, un andar più dappresso al reale ed alla esperienza, dato bando a tutte le nebbie teologiche e scolastiche che parvero astrazioni. Il pensiero o la coscienza di questo mondo nuovo e in quello che negava e in quello che affermava è il Machiavelli.

Il concetto del Machiavelli è questo, che bisogna considerare le cose nella loro verità effettuale, cioè come son poste dall’esperienza ed osservate dall’intelletto: che era proprio il rovescio del sillogismo e la base dottrinale del medio evo capovolta: concetto ben altrimenti rivoluzionario che non è quel ritorno al puro spirito della Riforma e che sarà la leva da cui uscirà la scienza moderna.

Questo concetto applicato all’uomo ti dà il Principe e i Discorsi, e la Storia di Firenze e i Dialoghi sulla milizia. E il Machiavelli non ha bisogno di dimostrarlo: te lo dà come evidente. Era la parola del secolo ch’egli trovava e che tutti riconoscevano.

Così nasce la scienza dell’uomo, non quale può o dee essere, ma quale è; dell’uomo non solo come individuo, ma come essere collettivo, classe, popolo, società, umanità. L’obbiettivo della scienza diviene la conoscenza dell’uomo, il nosce te ipsum, questo primo motto della scienza quando si emancipa dal soprannaturale e pone la sua indipendenza. Tutti gli universali del medio evo scompariscono. La divina Commedia diviene la commedia umana e si rappresenta in terra, si chiama storia, politica, filo-