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136 CAPO VII.

coltivato dall’universale qual Dio primario1; e di grande efficacia fa per certo la virtù di cotesti santi misteri nella vita civile, essendo le sperate ricompense ed i premi della iniziazione connessi d’obbligo con la pratica de’ sociali doveri. Queste correlazioni di cose che han dovuto esistere fin da lontani tempi tra l’Etruria e l’Asia occidentale e l’Egitto, son comprovate con la maravigliosa corrispondenza che si ritrova tanto nelle dottrine teologiche, quanto in altri instituti religiosi e civili, ed in costumanze conformi della vita pubblica e privata. Nè parrà fuor di proposito se rammentiamo in questo luogo, che di nuovo, dopo la seconda barbarie, i popoli marittimi italiani, mediante le rinate navigazioni ed i novelli traffici, recarono dalle regioni stesse del sole in occidente profittevoli studi ed arti col desiderio di nuovi godimenti. Chè ben sa ognuno come la mente degli uomini cresca di facoltà, tutte volte che gli crescon intorno le novità, le cognizioni ed i comodi, coll’ampliazione dell’umano commercio. Il che a giudizio nostro dee aversi per il principale, se non l’unico argomento dell’anticipata civiltà degli Etruschi, non meno che della mischianza verissima delle discipline, dell’arti e de’ costumi stranieri con i paesani, che ad ogni imparziale indagatore si manifesta nell’essere morale e civile dei popoli italiani.

  1. Clem. Alex. Protrep. p. 12. ed. Sylb. Vedi appresso T. ii. c. 22.