Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/64


le monete dei pontefici romani, ecc. 61

usati; è facile però riconoscere che il momento opportuno era quello, nel quale, Roma restava libera dalle milizie imperiali, perchè tutte impegnate, col loro duce supremo, in due fazioni decisive nel ducato di Spoleto e Camerino, e nel Montefeltro sotto la rocca di S. Leo. Trascorsi difatto non molti giorni dalla partenza di Ottone, i Romani stessi introdussero Giovanni XII nella città e subito potè egli esercitare barbare vendette su Cardinali, Vescovi e cittadini a lui contrarî1. In gravissimo pericolo si trovò Leone, che però ebbe la fortuna di poter fuggire in tempo da Roma, benché spogliato di tutto e ricoverarsi al Campo dello Imperatore2. Rientrato Giovanni XII nel suo pieno potere, li 26 febbraio 964, radunò un Concilio nel quale si dichiarò Leone occupatore illegittimo della Sede pontificia e si annullarono tutti gli atti di lui3.

Tali nuovi fatti dispiacquero assai ad Ottone, il quale pensò subito a formare l’esercito per la spedizione contro Roma. Qui però non doveva più tro-

  1. In tutto come alla nota precendente.
  2. Muratori, 1. e. pag. 245. Palatii, 1. e. col. 134.
  3. Quale de' due Papi era veramente legittimo? Certo, che Giovanni non può ritenersi eletto legittimamente, ma soltanto legittimato. (V. la nota 5 a pag. 55). Ed a leggittimarlo contribuì il Concilio del novembre 963, quando dichiarò Giovanni deposto dal papato, non già illegalmente eletto. D’altronde era nello interesse dello Imperatore non mettere neppure in dubbio la legittimità del Pontefice che gli aveva dato la corona, e con essa il potere di difensore della Chiesa. Questo potere dava la forza al Concilio per liberar la Chiosa da un papa indegno, ma lo metteva in una aperta contradizione. Conseguenza di che fu che il Concilio del novembre 963 si ritenesse non ingiustamente un conciliabolo, e Leone VIII intruso, od Antipapa.