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detto d’amore 361

che Povertá tua serva
non sia, né mai ti serva,350
ché ’l su’ servigio è malo,
e ben può dicer «mal ho»
cu’ ella spoglia o scalza;
ché d’ogne ben lo scalza,
e mettelo in tal punto355
ch’a vederlo par punto.
E gli amici e’ parenti
no gli son apparenti:
ciascun le ren gli torna
e ciascun se ne torna.360
. . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . .
Perch’Amor m’aggia matto,
che mi tenga a matto
Ragion, cui poco amo,
giá, se Dio piace, ed amo
ch’ell’aggia non m’ha crocco.365
Amor m’ha cinto il crocco,
con che vuol ched i’ tenda
s’i’ vo’ gir co llui ’n tenda.
E dice, s’i’ balestro
se non col su’ balestro,370
o s’i’ credo a Ragione
di nulla sua ragione
ch’ella mi dica o punga,
o sed i’ metto in punga
ricchezza per guardare,375
o s’i’ miro in guar dare,
a lui se non ciò c’ho,
di lui non faccia co;
ma mi getta di taglia,
e dice che ’n sua taglia380
i’ non prenda ma’ soldo,
per livra né per soldo