Pagina:Poemetti allegorico-didattici del secolo XIII, 1941 – BEIC 1894103.djvu/214

208 poemetti allegorico-didattici

e Iepibufalàn in terzia spece,
la quarta s’appellò Ioresticí,
e la quinta Arromatoricí,
la sesta Isacchia si sopradice.

     La settima di Tigri sopr’al fiume, 239
ottava Babilonia s’appella,
la nona Cipredàsoas ha nome,
la decima Iporsanias è quella,
undecima Alessandria propia, come
è nobile cittade adorn’e bella;
duodecima Alessandria d’Egitto;
èvi ’ntagliata la form’e lo scritto,
ed Aristotil che portò la sella.

     Dall’altra parte v’è tutto ’ntagliato, 240
a propi ’ntagli ed a fini colori,
si come ’l mondo fue tutt’assembiato
per guerra a Troia tra dentr’e di fuori;
e tutto com’ fu l’odio incominciato,
tra Lamedone e Giasonno signori,
onde morîr re, duca e cont’assai,
barone e cavalieri in guerr’e guai;
Ettor e Gaumennòn ne fuòr rettori.

     De èvi tutto come ’l buon Giassone, 241
di Grecia, figlio di Pennolopesse,
come mandato fue per lo tosone,
al vello d’oro, e con lui Erculesse;
Appelleusso rege in tradigione
il vi mandò, che fu padr’Accillesse;
e Medonne sua moglie il fece fare;
con grande compagnia si mise in mare
Argusso credo le navi facesse.

     E tutto v’è com’arrivaro a Troia, 242
andando loro all’isola Colcone;