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l’intelligenza 175

e presersi a le braccia e si teniero;
a spade e a dardi combatteron forte,
e molto si fedier quasi ch’a morte;
ma Cesare co’ suoi sopraveniero.

     Quiv’è dipinta la defension bella, 118
che Dominzio facea quella stagione:
che dava a tutti battaglia novella;
a cui colpia la testa, a cui ’l bredone;
lanciava dardi, e stava a le coltella
a front’a fronte, com’ foss’un leone;
e i suoi compagni per grande viltade,
sol per aver di Cesar l’amistade,
preser Dominzio e diérlo in tradigione.

     Fecer patto con lui di lor salvezza, 119
e diederli Dominzio a mano a mano,
e poi li dieder la nobil fortezza;
tutto dipinto v’e, no in color vano,
Cesare ch’a Dominzio offra certezza
e perdonanza, ma sua spera è ’n vano.
Cesar disse: «Io perdono il tu’ fallire».
Dominzio disse: «Io voglio anzi morire,
ch’i’ viva in tua merzé presso o lontano».

     Cesare ’l fece dislegare e disse: 120
«Tu non mi dei guerreggiar, per usanza;
io ti licenzio, ovunque t’abbelisse;
incontr’a me mett’ogni tua possanza».
Di ciò parlò Lucano e versi scrisse,
che di ben far li porgea perdonanza;
cotal perdon non amava Domincie,
poi li fu ’ncontro in terre ed in provincie,
per finir lo perdon fa dimostranza.

     Pompeo pensando di darli soccorso, 121
che non sapeva ancor del tradimento,