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144 poemetti allegorico-didattici


     Discese nel meo cor sí come manna 4
Amor, soave come in fior rugiada;
che m’è piú dolce assai che mel di canna:
d’esso non parto mai dovunque vada,
e vo’li sempre mai gridar usanna:
Amor eccelso, ben fa chi te lauda!
Assavora’lo quando innamorai:
neente sanza lui fue né fie mai,
né sanza lui non vo’ che mi’ cor gauda.

     E’ non si può d’amor proprio parlare, 5
a chi non prova i suoi dolzi savori;
e senza prova non sen può stimare,
piú che lo cieco nato dei colori;
e non puote nessuno mai amare,
se no li fa di grazia servidori;
ché lo primo pensier che nel cor sona,
non vi saria, s’Amor prima nol dona:
prima fa i cuor’ gentil’ che vi dimori.

     Amor per sua dibonaritate, 6
per farmi bene la grazia compiuta,
non isdegnando mia vil qualitate,
di sé mi diè sensibile paruta.
Ben m’ha la donna mia ’n sua podestate,
al primo isguardo ch’e’ l’ebbi veduta;
allor le sue bellezze ’maginai,
di sí mirabel cosa dubitai,
ch’avea figura angelica vestuta.

     Guardai le sue fattezze dilicate, 7
che ne la fronte par la stella diana,
tant’è d’oltremirabile bieltate,
e ne l’aspetto sí dolze ed umana,
bianch’e vermiglia, di maggior clartate