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A Carlo Fasella.



Amico,


T’intitolo questa versione, del Guglielmo Wilson, a testimonianza d’affetto.

La nostra amicizia, nata a’ verd’anni a Torino, trovammo matura nei virili a Milano. — La vita, è vero, trascorre e s’inferma quasi simile alle allucinazioni di Wilson, che qui leggerai; ma, se un po’ di fede la regga e la conforti qualche nobile affetto, non lascia grinze