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Pro — 389 — Pru


Prosit: cong. latino, vi faccia pro, prosito: formula d’augurio, specie al finire dello mense. I tedeschi usano dire prosit nell’atto del bere, toccando le tazze per propinare.

Protesi: da [testo greco] e [testo greco] = pongo: parte della chirurgia che si propone di sostituire un organo o parte di esso con un apparecchio artificiale, simile più o meno, all’organo: es. protesi dentaria. Protesi in grammatica è l’aggiunta di una lettera o sillaba alle parole, come istudio: da non confondere con protasi, che deriva da [testo greco] e [testo greco] = dispongo.

Protettore: nel linguaggio della galanteria dicesi di chi fa le spese a donna di ventura: fr. protecteur = entreteneur.

Protezionismo: sistema economico che vuol difendere le industrie nazionali, per mezzo delle dogane, dalla concorrenza dei prodotti forastieri: der. protezionista: fr. protectionisme e protectionniste. V. Libero scambista.

Protezionista: V. Protezionismo.

Protista: dal gr. [testo greco] = primo: vocabolo strettamente scientifico, proposto dall’Haeckel nella sua opera magistrale Das Protistenreich (1878) per significare i viventi più semplici, gli elementi primitivi della struttura organica (semplice protoplasma senza nucleo).

Proto: gr. [testo greco] = primo; antica voce, viva sul litorale nostro adriatico, per dire il mastro d’ascia, capo della maestranza: (dicesi comunemente delle maestranze dogli stampatori tipografi).

Protocollare: brutto verbo neologico formato da protocollo, dal basso latino protocollum, dal greco [testo greco] = primo e [testo greco] = colla: registro incollato ove si riportano gli atti. Protocollo, in diplomazia vale il resoconto o il processo verbale delle conferenze tenute tra i ministri de’ vari Stati.

Protocollo: V. Protocollare.

Protoplasma: da [testo greco] = primo e [testo greco] = formazione: è la parte vitale della cellula la quale è considerata come la più elementare unità organica od anatomica. Nel mezzo del protoplasma trovasi il nucleo. Possiede sensibilità, moto e facoltà di nutrirsi. La parola fu introdotta da von Mohl, naturalista di Stuttgarda (1805-1872).

Provando e riprovando: (Dante, Par. III, 3), parole torte in altro senso quale motto della gloriosa scuola sperimentale del Cimento, (Accademia fiorentina del Cimento, 1657), giacchè in Dante riprovando non vuol dire provar di nuovo, ma confutare, rigettare.

Provinciale: nel senso di mal pratico degli usi e delle eleganze cittadine, è il fr. provincial; e ciò si comprende in Francia, dove ciò che non è parigino è provinciale; ma per l’Italia dalle molte città, la parola provinciale non ha che valore di importazione. V. però ciò che è detto alla locuzione Romano de Roma.

Provocatore (agente): nel linguaggio politico e giornalistico è dato questo nome a colui che ad arte provoca disordini nelle manifestazioni popolari allo scopo di dare poi pretesto alle persecuzioni o repressioni poliziesche. L’agente provocatore spesso è un servizievole personaggio ideale che aiuta a spiegare ciò che spiace di confessare. Fr. agent provocateur.

Pròvola e provatura: nome di latticini o formaggi napoletani, in forma di grossa pera.

Provvigione: il compenso dato a chi si incarica della esecuzione di un affare per conto nostro.

Provvisorio, provvisorietà, provvisoriamente: detto di cose fatte per provvedere al momento «sono voci che non hanno storia in Italia» ma che è necessario accettare dacchè le voci transitorio, passaggero, momentaneo, e sim. non esprimerebbero l’intero concetto (Rigutini).

Proximus ardet Ucalegon: già brucia la casa del vicino Ucalegonte, così Enea, narrando la distruzione di Troia. L’emistichio Vergiliano è ripetuto sposso con senso traslato per indicare un pericolo che si appicca al vicino; spesso dicesi in suono faceto.

Prude: V. Pruderie.

Pruderie: non vuole indicare solo il riserbo, la circospezione, la saggezza; ma l’eccesso ridicolo (il che è più frequente nella donna) di queste virtù. I francesi