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Installazione: «non comune per insediamento». Così il Petrocchi. Vero è che nel senso di impianto di macchine e ordigni con iscopo industriale o scientifico, è voce non rara: dal fr. installation.

Instauratio facienda ab imis fundamentis: V. Ab imis.

Instituendo: vale da instituirsi, che deve essere instituito: neologismo formato a modo del participio latino di necessità con il suffisso in dus-da-dum, il quale significa che una data cosa deve essere fatta, participio che manca alla nostra lingua o che acquistò semplice valore di aggettivo, come onorando. Si potrebbe tuttavia notare ai dì nostri una certa tendenza a rinnovare questo comodo participio. Vero è che essendo difforme dall’uso, sa di greve e di pedantesco.

Insuccesso: neologismo molto comodo ed usato, ed indica il contrario di successo. Es. la commedia di ier sera fu un insuccesso. È voce di provenienza francese, insuccès, contrario a succès. I puristi lo condannano, ma l’uso vi appone la sua sanzione sovrana.

Insufficienza valvolare: nel linguaggio medico vuol dire difetto delle valvole d’un orifizio cardiaco, che ha per effetto il riflusso rigurgito d’una parte del sangue nella cavità del cuore (insufficienza mitrale, aortica, tricuspidale).

Insurrezionale: agg. da insurrezione, spiace ai puristi perchè tolto dal francese insurrectionnel. Ma se vi sono le parole insorgere e insurrezione, non si comprende perchè debba essere condannato l’aggettivo per la sola ragione che è della lingua francese.

Intangibile: lett. che non può essere toccata, attributo neologico di Roma, capitale d’Italia; evidente e troppo spesso enfaticamente ripetuta allusione all’antico potere dei Pontefici che non sarà mai restaurato! Fu detto in un reale dispaccio di risposta alle congratulazioni del municipio di Roma: «intangibile conquista» (20 settembre, 1886, XVI anniversario della storica data della breccia di Porta Pia).

Integrale: per intero, benchè sia voce nostra antica, tuttavia il recente uso si può supporre derivato dal francese intégral = total, entier. Es. pane integrale, in cui hanno parte tutti gli elementi costitutivi del grano.

Integrazione: voce generale del linguaggio matematico e filosofico, dal latino integer = intero completo: indica quel processo o atto per cui le parti si coordinano fra loro organandosi in un tutto. L’integrazione della materia (cioè il concentrarsi, aggregarsi) è uno dei più importanti fattori di quel fenomeno dell’essere e della vita che va sotto il nome di Evoluzione (V. Spencer, Primi principi, § 97).

Intelletto d’amore: altro emistichio di Dante divenuto frase fatta, e torto in altro senso. In Dante:

Donne che avete intelletto d’amore

(Vita Nova, canzone I) vuol dire che intendete amore per effetto della vostra gentile natura. Nell’uso invece si intende come, intelligenza e buon volere, ed ha fatto nido questa abusatissima locuzione specialmente nel gergo pedagogico: Libro fatto con intelletto d’amore, Maestro che insegna con intelletto d’amore, etc. È spesso il sommo del complimento laudativo di chi non sa come ben lodare.


Intellettuale: parola antica a cui è dato oggi un nuovo senso, questo forse di provenienza francese, intellectuel = colto: indica cioè coloro che socialmente vanno distinti per uso e raffinatezza di coltura e di conoscenza: non si esclude talora un lieve senso ironico e spregiativo, quasi che queste facoltà intellettuali sviluppando oltremodo il senso critico e cosciente, troppo valgano a dividere gli uomini eletti dalla comunità e dall’uguaglianza a cui tende il moto sociale. Così intellettuali sono chiamati quei socialisti che si staccano per alcuna aristocrazia di ingegno e di studio dal semplicismo delle moltitudini e dalla grossolanità tribunizia dei colleghi. Molte volte però l’intellettuale è un semplice ostentatore di virtù intellettuali che non possiede: giuoco antico e che sempre riesce bene. Vecchia storia: quanto meno l’uomo ha di dentro, tanto più cerca di esporre di fuori. Intellettuale suona talora press’a poco come esteta, su-