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le altre fatte alla latina e alla greca) non sono se non elegie, e furono collocate nel genere lirico. Ma a ben considerare le poesie del Petrarca, le canzoni veramente liriche sono quelle ov’ei tratta delle cose politiche d’Italia, e le poche ove idoleggia le idee sublimi della filosofia d’amore. Ma le canzoni: Chiare, fresche, dolci acque; Di pensier in pensier, di monte in monte e le altre molte di questa specie, sono piuttosto elegie o vanno poste, secondo l’avviso del Tassoni, nel genere melico. Gli Amori del Savioli sono chiamali poesia lirica; ma in che mai differiscono dall’elegie di Properzio e d’Ovidio?

Primo il Chiabrera ritrasse la poesia lirica a’ suoi principii; ebbe; contemporaneo; il Testi, poco dopo il Filicaia, il Guidi e il Menzini; ma in tutti più o meno si sente o l’imitazione affettata del greco, come nel Chiabrera, o la corruzione (pervenutaci da’ romanzi spagnuoli e portata all’apice dal Marini), come nel Testi e nel Filicaia; il Guidi è gonfio ed oscuro, e il Menzini non trattò grandi argomenti.

I Francesi lodano a cielo Giambattista Rousseau e non possono annoverare molti lirici. Presso gl’Inglesi, ogni genere di poesia salì al sommo; tranne la lirica, sino a’ tempi di Gray, che nelle poche odi da lui scritte si mostra emulo