Apri il menu principale

Pagina:Opere complete di Galileo Galilei XV.djvu/37


terra, che sono miglia 405 : e tanto è distante il Limbo da la superficie della terra, altrettanto il secondo grado da esso Limbo, il terzo dal secondo, il quarto dal terzo, il quinto dal quarto, ed il sesto dal quinto.

Restano le due ultime distanze, ciò è la distanza dal cerchio de i violenti a Malebolge, che è la profondità del burrato di Gerione, e quella da Malebolge alle ghiacce, che è il pozzo de i giganti; le quali due distanze sarebbono state ancor esse poste dal Manetti uguali tra di loro ed all’altre, ciò è ciascheduna l’ottava parte del semidiametro, se non avesse osservato in Dante luoghi da i quali necessariamente si cava, esse dovere essere disuguali. Ma perché Dante dice, la nona e penultima bolgia girare miglia 22, sentendo nel canto ventesimo nono da Virgilio queste parole:


Tu non hai fatto sì all’altre bolge:
   Pensa, se tu annoverar le credi,
   Che miglia ventidue la valle volge;


che per conseguenza, viene ad aver di diametro miglia 7; e girando la decima miglia 11, come si vede nel canto sequente, dove dice:


S’io fussi pur di tanto ancor leggiero,
    Ch’io potess’in cent’anni andar un’oncia,
    Io sare’ messo già per lo sentiero,
Cercando lui tra questa gente sconcia,
    Con tutto che la volga undici miglia,
    E men d’un terzo di traversa non ci ha,


ed avendo, per conseguenza, di diametro miglia 3 ; resta che la larghezza della nona bolgia sia miglia 1 ; e dando tanto di larghezza a ciascuna delle altre, la prima e maggior bolgia viene ad aver di diametro miglia 35; e tanto è il diametro del fine della penultima distanza, che è, come si è detto, l’intervallo dal grado de i violenti a Malebolge;