Pagina:Neera - Una passione, Milano, Treves, 1910.djvu/14


— 8 —


difficilmente intendono coloro che a Milano non sono nati. Colla pelliccia tirata sulle orecchie, un’eccellente virginia tra le labbra, egli diventava comunicativo.

— Su queste pietre camminarono Ugo Foscolo e Parini. Come noi essi vissero in una notte d’inverno pari a questa, fra queste case velate. Qui venivano a passeggiare due stranieri grandi ammiratori di Milano: Stendhal e Balzac. Balzac, lontano, invidiava ancora l’amico che poteva aggirarsi lungo il marciapiede di questo bel Corso dove abitava la donna amata... Vi narro tali particolari perchè siete poeta, chè del resto non ne varrebbe la pena.

— Grazie del privilegio che mi concedete. Vorrei potervelo rendere con un poema su questa notte incantevole. Ma forse abuso della vostra cortesia.

Per tutta risposta il giornalista gli strinse il braccio amichevolmente.

— Chiedete a questo deserto le memorie dei Corsi mascherati; i cento idillii che si intrecciarono a cento congiure; le belle ardimentose che dai veroni gettavano coriandoli tutta una giornata coll’ardore di moschettieri in guerra e che alla sera apparivano nei palchetti, raggianti, vestite di bianco in un palco, di rosso nell’altro, e nell’altro di verde!

Lo straniero rimase un istante sopra pensiero e poi disse: