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Pagina:Morandi - Origine della lingua italiana.djvu/60

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dicáre (jugér), rotúndus (rónd, ant. franc. roónd), pórticus (pórche), témplum (témple), ecc. Or bene, tutte le parole francesi che violano la regola dell’accento latino, o che, pur non violando questa, non hanno subìto certe normali trasformazioni, sono infallantemente di origine non popolare. Tale è, per esempio, fragíle, derivato, come il popolare frêle dal lat. frágilis. Tale è innocent, perchè, secondo la fonetica popolare, il lat. innocentem avrebbe dato ennuisant, come infantem e inimicus diedero enfant e ennemi, e nocentem diede nuisant.

L’italiano, all’opposto, conserva di regola l’accento latino a suo luogo, tanto nei vocaboli di origine popolare, quanto in quelli di origine non popolare; e, per di più, non altera molto la loro forma; sicchè per distinguere gli uni dagli altri noi non abbiamo norme generali così chiare e pronte come le hanno i Francesi. Potremo quindi ben dire che siano di formazione civile flato da flatus, flebile da flebilis, flutto da fluctus, perchè il nesso fl, secondo la fonetica popolare, avrebbe dovuto mutarsi in fi, come appunto accadde in fiato, fievole, fiotto (che derivano ugualmente da flatus, flebilis, fluctus), e in fiume da flumen, fiore da florem, e simili; potremo anche arrischiarci a dire che sia un’esumazione letteraria il verbo procombere, giacchè, a quanto ne sappiamo, il primo a usarlo fu Giacomo Leopardi; ma chi oserebbe affermare che siano d’origine non popolare innocente e felino, come lo sono di certo i loro corrispondenti francesi; una volta che in italiano, fonetica popolare e fonetica civile, per