Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/325

[§ 74-77] gli ostacoli 315


Per tal modo le imprese concorrenti riescono dove non intendevano menomamente di andare (§ 11). Ciascuna di essa badava solo al proprio guadagno, e dei consumatori si curava solo in quanto li poteva sfruttare; ed invece, mercè i successivi adattamenti e riadattamenti imposti dalla concorrenza, tutto quell’affannarsi delle imprese riesce di beneficio pei consumatori.

75. Se nessuna impresa guadagnasse nulla in quelle operazioni, il giuoco durerebbe poco. Ma effettivamente accade che le più sollecite ed avvedute fauno un utile, temporaneamente e sinchè non si sia giunti al punto di equilibrio; mentre quelle che sono più tarde e meno accorte, perdono e si rovinano.

76. Ci sono certe relazioni tra i coefficienti di produzione per cui si può compensare il diminuire dell’uno coll’aumentare dell’altro; ma ciò non è vero di tutti i coefficienti. Per esempio, nell’agricoltura si può compensare, entro certi limiti, la diminuzione della superficie coltivata coll’aumento dei capitali mobiliari e della mano d’opera, ottenendo sempre lo stesso prodotto. Ma è pure manifesto che non si potrebbe mantenere la stessa produzione di grano, aumentando i granai e scemando la superficie coltivata. Un orefice può aumentare quanto vuole la mano d’opera, ma da un kg. d’oro non potrà mai ricavare più di un kg. di gioielli in oro, allo stesso titolo.

77. Vi sono anche casi in cui il compenso sarebbe possibile teoricamente, ma non lo è economicamente; e tutte le relazioni tra i coefficienti di produzione le quali non stanno nei limiti delle cose praticamente possibili, sono inutili a considerarsi. Per esempio, è inutile ricercare se può