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156 operette morali


zionata; per la qual potenza godono tutto giorno immensi spettacoli e variatissimi, e dall’alto scuoprono, a un tempo solo, tanto spazio di terra, e distintamente scorgono tanti paesi coll’occhio, quanti, pur colla mente, appena si possono comprendere dall’uomo in un tratto; s’inferisce che debbono avere una grandissima forza e vivacitá, e un grandissimo uso d’immaginativa.

Non di quella immaginativa profonda, fervida e tempestosa, come ebbero Dante, il Tasso; la quale è funestissima dote, e principio di sollecitudini e angosce gravissime e perpetue; ma di quella ricca, varia, leggera, instabile e fanciullesca; la quale si è larghissima fonte di pensieri ameni e lieti, di errori dolci, di vari diletti e conforti; e il maggiore e piú fruttuoso dono di cui la natura sia cortese ad anime vive. Di modo che gli uccelli hanno di questa facoltá, in copia grande, il buono, e l’utile alla gioconditá dell’animo, senza però partecipare del nocivo e penoso. E siccome abbondano della vita estrinseca, parimente sono ricchi della interiore; ma in guisa che tale abbondanza risulta in loro benefizio e diletto, come nei fanciulli, non in danno e miseria insigne, come per lo piú negli uomini. Perocché nel modo che l’uccello quanto alla vispezza e alla mobilitá di fuori, ha col fanciullo una manifesta similitudine; cosí nelle qualitá dell’animo dentro, ragionevolmente è da credere che lo somigli. I beni della quale etá se fossero comuni alle altre, e i mali non maggiori in queste che in quella; forse l’uomo avrebbe cagione di portare la vita pazientemente.

A parer mio, la natura degli uccelli, se noi la consideriamo in certi modi, avanza di perfezione quelle degli altri animali. Per maniera di esempio, se consideriamo che l’uccello vince di gran lunga tutti gli altri nella facoltá del vedere e dell’udire, che secondo l’ordine naturale appartenente al genere delle creature animate, sono i sentimenti principali; in questo modo seguita che la natura dell’uccello sia cosa piú perfetta che sieno le altre nature di detto genere. Ancora, essendo gli altri animali, come è scritto di sopra, inclinati naturalmente alla quiete, e gli uccelli al moto; e il moto