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Restaurazione ISAIA, 51. d’Israele.

6 Io ho porto il mio corpo a’ percotitori, e le mie guance a quelli che mi strappavano i capelli; io non ho nascosta la mia faccia dalle onte, nè dallo sputo1.

7 Ma il Signore Iddio è stato in mio aiuto; perciò, non sono stato confuso; perciò, ho resa la mia faccia simile ad un macigno, e so che non sarò svergognato.

8 Colui che mi giustifica è prossimo; chi contenderà meco? presentiamoci pure amendue insieme; chi è mio avversario? accostisi pure a me.

9 Ecco, il Signore Iddio è in mio aiuto; chi mi condannerà2? ecco, tutti coloro saran logorati come un vestimento; la tignuola li roderà.

10 Chi è colui, d’infra voi, che tema il Signore, che ascolti la voce del suo Servitore? Benchè cammini in tenebre3, e non abbia chiarezza alcuna, pur confidisi nel Nome del Signore, ed appoggisi sopra l’Iddio suo.

11 Ecco, voi tutti che accendete del fuoco, e vi attorniate di faville, camminate alla luce del vostro fuoco, ed alle faville che avete accese. Questo vi è avvenuto dalla mia mano; voi giacerete in tormento.

Restaurazione e salvazione d’Israele.

51 ASCOLTATEMI, voi che procacciate la giustizia4, che cercate il Signore; riguardate alla roccia onde siete stati tagliati, e alla buca della cava onde siete stati cavati.

2 Riguardate ad Abrahamo, vostro padre, ed a Sara, che vi ha partoriti5; perciocchè io lo chiamai solo, e lo benedissi, e lo moltiplicai.

3 Perciocchè il Signore consolerà Sion, egli consolerà tutte le sue ruine, e renderà il suo deserto simile ad Eden, e la sua solitudine simile al giardino del Signore; in essa si troverà gioia ed allegrezza; lode, e voce di canto.

4 Attendi a me, popol mio; e tu, mia nazione, porgimi gli orecchi; perciocchè la Legge procederà da me, ed io assetterò il mio giudicio, per luce de’ popoli.

5 La mia giustizia è vicina6; la mia salute è uscita fuori, e le mie braccia giudicheranno i popoli; le isole mi aspetteranno, e spereranno nel mio braccio.

6 Alzate gli occhi vostri al cielo, e riguardate in terra abbasso; perciocchè i cieli si dissolveranno a guisa di fumo, e la terra sarà logorata come un vestimento, ed i suoi abitanti similmente morranno7; ma la mia salute sarà in eterno, e la mia giustizia non iscaderà.

7 Ascoltatemi, voi che conoscete la giu-
stizia ; e tu, o popolo, nel cui cuore è la mia Legge. Non temiate delle onte degli uomini, e non vi sgomentate per li loro oltraggi8.

8 Perciocchè la tignuola li roderà come un vestimento, e la tarma li mangerà come lana; ma la mia giustizia sarà in eterno, e la mia salute per ogni età.

9 O braccio del Signore, risvegliati, risvegliati, rivestiti di forza, risvegliati come a’ giorni antichi, come nelle età dei secoli passati9. Non sei tu quel che tagliasti a pezzi Rahab, che uccidesti il dragone?

10 Non sei tu quel che seccasti il mare, le acque del grande abisso? Che riducesti le profondità del mare in un cammino, acciocchè i riscattati passassero10?

11 Quelli adunque che dal Signore saranno stati riscattati ritorneranno, e verranno in Sion con canto; ed allegrezza eterna sarà sopra il capo loro; otterranno gioia e letizia; il dolore ed il gemito fuggiranno11.

12 Io, io son quel che vi consolo12; chi sei tu che temi dell’uomo che morrà, del figliuol dell’uomo che diverrà simile a fieno?

13 Ed hai dimenticato il Signore che ti ha fatto, che ha distesi i cieli, e fondata la terra; ed hai del continuo, tuttodì, avuto paura dell’indegnazione di colui che ti stringeva, quando egli si apparecchiava per distruggere; ora, dove è l’indegnazione di colui che ti stringeva?

14 Colui che è stato menato in cattività si affretta a sciogliersi, acciocchè non muoia nella fossa, e che non gli manchi il pane.

15 Or io sono il Signore Iddio tuo, che muovo il mare, e fo che le sue onde romoreggiano; il cui Nome è: Il Signor degli eserciti.

16 Ed ho messe le mie parole nella tua bocca13, e ti ho coperto con l’ombra della mia mano, per piantare i cieli, e per fondar la terra, e per dire a Sion: Tu sei il mio popolo.

17 Risvegliati, risvegliati, levati, o Gerusalemme, che hai bevuta dalla mano del Signore la coppa della sua indegnazione; tu hai bevuta, anzi succiata la feccia della coppa di stordimento14.

18 Infra tutti i figliuoli ch’ella ha partoriti, non vi è alcuno che la guidi; nè, fra tutti i figliuoli che ha allevati, alcuno che la prenda per la mano.

19 Queste due cose ti sono avvenute; chi se ne conduole teco? Guastamento e ruina; spada e fame; per chi ti consolerei io?

  1. Mat. 26. 67; 27. 28, ecc. Giov. 18. 22.
  2. Rom. 8. 32, ecc.
  3. Sal. 23. 4.
  4. Rom. 9. 30, ecc.
  5. Eb. 11. 11, 12.
  6. Rom. 1. 16, 17.
  7. Sal. 102. 26, 27. Mat. 24. 35. 2 Piet. 3. 10, 12.
  8. Mat. 10. 28. Fat. 5. 41.
  9. Sal. 44. 1, ecc.
  10. Es. 14. 21.
  11. Is. 35. 10.
  12. 2 Cor. 1. 3, ecc.
  13. Deut. 18. 18. Giov. 3. 34.
  14. Sal. 75. 8. Apoc. 14. 10.

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