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scabino — scaccie. 417


Scabino schiavino (antiq.), nome di certi giudici e magistrati medioevali fra i popoli ger. (Villani, Sacchetti). Con sp. esclavin, fr. échevin giudice, immediatamente riposa su bl. scabinus scabineus escapinius che rendeva la forma sassone scepeno scebino usata da Carlomagno per denominare l’impiego da lui creato (Capit. an. 805). Il Kluge però crede possibile un’anteriore origine e formazione d’un tal nome benché got. * skapja * skapeins e le forme corrispondenti dell’anrd. e dell’ags. non siano documentate. Ad ogni modo il nome as. scepeno scebino ha per base vb. ger. skapjan pare creare ordinare, che si sdoppiò e produsse da una parte got. skapian, ags. scyppan as. sceppian, dall’altra aat. scaffôn scaffân scepfen skeffen, mat. schaffen d’ug. sig., tm. schaffen fare procacciare fornire. A questo secondo gruppo colla f s’attengono le corrispondenze dell’at. al nome in discorso: aat. scaffin scephin scefin sceffin scefleno schefno, mat. scheffe schepfe scheffen, tm. Schöffe [a questo il bt. contrappone Schöppe dipendente dal gruppo col p]. La rad. ger. è skap che con una serie di formazioni nominali ebbe una progenie ricchissima nel tm.: ad es. Schöpfung Geschöpf, ing. shape forma figura fattura; Schaffner ed altri. Circa il signif. di as. scebino, il Kluge opina che valesse “ordinato, stabilito”, sottinteso “per giudicare”, trovandosi fra i signif. di aat. scaffan anche quello di “ordinare costituire”.

Scaccie, trampoli, gruccia della civetta (dial. aret.; Redi). Il Caix 510 rannoda questa voce a venez. scase, lomb. scansíe, afr. escace (sec. 12º) fr. échasse, annon. échache trampoli; e quindi la riconduce all’etimo proposto già dal Diez per le forme francesi, cioè: fiamm. schaets, ol. schaats, ing. skate trampoli e pattino. L’essere questa una voce dialettale farebbe credere che fosse entrata colle invasioni barbariche; ma c’è la difficoltà che non ne ricorre traccia nell’antico ger. Lo troviamo nel bl. sotto la forma di scacci (Hist. Ecc. Placent., Acta Greg. X) e quella di scacia (Act. S. Venoli, 3 Jun. p. 387).


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